671
Stesso giocatore: De Ligt, difensore della Juve. Episodio in fotocopia, o quasi: a Lecce c’è Lucioni che tocca la palla con il fianco, le cambia traiettoria e la spedisce sul braccio dello juventino; contro il Torino il co-protagonista è Belotti il quale sfiora di testa prima dell’impatto con il braccio del giocatore bianconero. Decisioni in aperto contrasto: l’arbitro della prima gara, Valeri, fischia il calcio di rigore a favore dei pugliesi; il suo collega Doveri, nel secondo incontro, non prende provvedimenti. Perché?

Attenzione, qui non vogliamo stabilire se i rigori ci fossero o meno, ma aprire una questione molto più importante: perché due eventi praticamente identici sono stati valutati in modo opposto? L’argomento è di importanza fondamentale per il prosieguo del campionato, perché oggi non sappiamo se - secondo la valutazione dei vertici arbitrali, maestri nel creare confusione - abbia sbagliato Valeri oppure Doveri.

Perché è evidente che uno dei due ha sbagliato. Ecco, l’unica spiegazione che non vorremmo ascoltare dalla premiata ditta Nicchi-Rizzoli è che gli arbitri abbiano preso entrambi la decisione corretta: sarebbe l’ennesima presa in giro, utile a proteggere la loro casta ma dannosissima per la chiarezza del regolamento. Si tratta di interventi troppo simili per essere considerati in modo opposto.

Nei due episodi ci sono differenze minime. A Lecce il braccio di De Ligt è appena un po’ più largo, 10 o 15 centimetri, una minuzia insomma. Ma è anche più evidente il tentativo dello juventino di tirare via la mano dalla traiettoria della palla. Non solo: contro il Torino il tocco di Belotti non è ingannevole, non cambia repentinamente la direzione della palla, al contrario di quanto accaduto a Lecce dove invece la deviazione di Lucioni muta in modo netto la traiettoria poco prima che il pallone arrivi addosso a De Ligt.

Se proprio dovessimo esprimere un’opinione in merito, diremmo che i due interventi di De Ligt non sono da rigore. E che comunque (se ci passate l’espressione) per noi è più rigore quello di Torino rispetto a quello di Lecce.

Ma, in assoluto, pensiamo che due episodi del genere debbano avere per forza un’uniformità di giudizio: o si fischiano entrambi i rigori, o si lascia correre in ciascun caso. In questo modo, invece, il fallo di mano diventa un mistero buffo, così come il campionato. Se non si fa chiarezza, d’ora in avanti sui falli di mano va bene qualsiasi decisione e tutte le scelte sono discutibili. E nessuno ci capisce più nulla.

@steagresti