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"Sono in buone condizioni, qui mi stanno trattando tutti bene, non ci sono problemi per me, state tranquilli": poche parole pronunciate ieri alla sua legale Giuseppina Tenga da Massimo Ferrero, detenuto nel carcere milanese di San Vittore da lunedì sera con l’accusa di bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali. ​Questa mattina l'ex presidente della Sampdoria, davanti al giudice delle indagini preliminari di Paola, Rosamaria Mesiti non risponderà all’interrogatorio di garanzia. "Non abbiamo potuto vedere il fascicolo" ha dichiarato l’avvocatessa Pina Tenga, che difende Ferrero - "​L’avviso di interrogatorio fissato per oggi alle 13,30 a Milano, ci è stato notificato mercoledì alle 16, con la cancelleria del tribunale di Paola non accessibile per chiedere le copie di 17 faldoni. Ieri è stata festa, quindi saremmo dovuti arrivare oggi in Calabria, leggere circa 10 mila pagine tra intercettazioni, documenti contabili e dichiarazioni, ripartire per Milano, andare in carcere confrontarci con Massimo Ferrero e farlo rispondere. È vero che gli avvocati hanno i super poteri, ma non fino a questo punto e comunque non come quelli dei giudici" ha chiuso con ironia.
MESSAGGIO - Ferrero farà scena muta, ma comunque chiederà ​di andare ai domiciliari. "Vorrebbe andare a casa e stare con la sua famiglia" fanno sapere i suoi legali. Il suo arresto, intanto, ha turbato l'ambiente Sampdoria, impegnata domani nel derby contro il Genoa. Ieri sono saliti al Poggio alcuni componenti del CdA, insieme al direttore operativo Bosco, per star vicino alla squadra: è emersa la volontà di fare un anticipo sui pagamenti dei tesserati previsti entro febbraio, un messaggio forte per dimostrare che il club è presente.