Ragazzi promettenti e in rampa di lancio, i campioni delle nuove generazioni sono pronti a prendersi la Serie A e non solo: viaggio alla scoperta delle giovani promesse del campionato italiano, un appuntamento settimanale per conoscere meglio i futuri padroni del calcio.

C'è chi lo paragona a Shevchenko, chi vede in lui un nuovo Lewandowski e chi predica prudenza, ma su una cosa tutti sono d'accordo: l'impatto di Krzysztof Piatek al Milan è stato devastante. Dopo Donnarumma e Paquetà, per la terza volta consecutiva è un rossonero a prendersi la copertina di questa rubrica e lo ha fatto a suon di gol: con la doppietta all'Atalanta nell'ultimo turno fanno 6 in 5 partite dal suo arrivo a Milano, il polacco classe '95 ha di fatto cancellato lo spettro dello spento Higuain e infiammato il mondo rossonero a suon di 'boom boom', la sua esultanza da Pistolero che fa impazzire i tifosi. Un avvio da record, meglio di van Basten, Weah e Bierhoff (5 gol nelle prime 5 partite), meglio di Inzaghi e Ibrahimovic (4 in 5) o di Shevchenko (2); doppiato anche il Pipita di cui ha preso il posto, fermo a 3 reti nelle prime 5 presenze ufficiali . Merito anche del feeling con l'altro nuovo acquisto Paquetà: "Sa come voglio la palla" ha spiegato Piatek, che invece ha dimostrato di sapere come buttarla dentro.







Un attaccante, un cacciatore poco interessato alle copertine e alle luci della ribalta ma con un solo chiodo fisso in testa: il gol, l'unico che potrà dire se "un giorno sarò davvero degno di quei paragoni". E i numeri confermano come Piatek sia incessante ed efficace nella sua caccia alla rete: un tiro ogni 21 minuti, il 46% delle conclusioni verso la porta e 17 gol realizzati in 23 presenze di Serie A tra Genoa e Milan, soli 2 in meno rispetto a Cristiano Ronaldo. Numeri da bomber vero, numeri che gli permettono di reggere il confronto con l'avvio di tanti altri grandi bomber del passato rossonero. Gattuso, Leonardo e Maldini sorridono, i 35 milioni di euro investiti a gennaio per strapparlo al Grifone si stanno rivelando un investimento azzeccato e una spesa quasi contenuta rispetto al risultato. La missione, però, non è ancora conclusa: l'obiettivo è di riportare il Diavolo in Champions League e perché no, un giorno dimostrare di meritare non solo i paragoni ma anche la mitica numero 9. E i tifosi hanno anche un'altra speranza: che Piatek sia il bomber giusto per spezzare la maledizione di quella maglia.


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