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Conte è stato chiaro: “Siamo tutti sotto esame, dobbiamo dimostrare di appartenere a questo progetto, perché in caso contrario è giusto prendere altre scelte”. Con queste parole il tecnico salentino ha già scaricato qualcuno dei suoi e probabilmente il primo in lista potrebbe essere proprio Roberto Gagliardini. L’Inter valutava l’ipotesi di tenerlo in rosa anche per la prossima stagione ma gli errori decisivi dell’ex Atalanta iniziano ad essere troppi e troppo evidenti.

GALLERIA DEGLI ORRORI - Dopo l’incredibile rete fallita contro il Sassuolo, costata all’Inter 3 punti, Gagliardini si è un po’ ripulito la coscienza andando a segno nel largo 6-0 rifilato al Brescia. Un gol che non cancellava il disastro precedente ma che almeno mostrava segni di reazione. Fino a ieri, quando quel suo liscio in area di rigore ha consentito al giovane Juwara di riacciuffare il match portando il Bologna sull’1-1. Errori grossolani, che evidenziano un atteggiamento mediocre. Veri e propri black-out che raccontano di una tenuta mentale non ancora matura per un grande club.
SINTESI BRUTALE - Due errori in tre partite, ma di mezzo anche tante prestazioni opache. La sintesi brutale è che Gagliardini non è un calciatore da Inter, non può esserlo oggi e, a maggior ragione, non potrà esserlo in futuro. L’ex Atalanta, che Daniele De Rossi aveva designato come proprio erede, si è sgonfiato nel tempo, non ha retto il peso della maglia interista. Forse è giusto che dopo tante opportunità, provi una costante risalita partendo dal basso, da un club con ambizioni diverse. La Fiorentina lo ha chiesto più volte, lui ha rifiutato la piazza per non fare un passo indietro. Un passo indietro che ad oggi sembra necessario per lui e per l’Inter.