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Vogliamo tornare un attimo sull’intervista che Hakan Calhanoglu ha rilasciato a una tv turca? Le sue parole non lasciano spazio all’interpretazione: ha detto che l’Inter è molto più forte del Milan; ha spiegato perché l’Inter ha perso il derby di campionato che è costato lo scudetto all’Inter; ha detto che in 4 anni di Milan non è mai stato bene né si è sentito considerato e amato come all’Inter; ha spiegato – circostanziandolo – perché Ibrahimovic è un egocentrico che nulla ha inciso sullo scudetto del Milan; ha strizzato l’occhio ai tifosi del Galatasaray, la squadra del cuore in cui un giorno potrebbe giocare. E tante altre cose, tutte molto interessanti e riscontrabili su YouTube, dove Tivibu Spor ha caricato l’intervista integrale, ovviamente in turco e senza traduzioni.

Ripresa dai media italiani, l’intervista ha creato non poco imbarazzo all’Inter, che ha dovuto frettolosamente chiedere al giocatore la solita precisazione sul fraintendimento del suo pensiero, lui che non voleva accusare nessuno, tanto meno Inzaghi, che invece stima molto, eccetera eccetera. Film già visto un’infinità di volte, che non eviterà a Calhanoglu una multa, ma che non modifica il quadro delle cose.

C’è un giocatore dell’Inter che ritiene di aver perso lo scudetto perché il suo allenatore ha sbagliato le sostituzioni nel derby (se qualcuno ha dei dubbi e un po’ di tempo, può provare a guardarsi la registrazione, meglio se… con un amico turco accanto). Che in squadra ce ne sia anche qualcun altro? Probabile. Che non tutti pensino che sia solo colpa di Radu e di Bologna se l’Inter non ha vinto lo scudetto della seconda stella? Altrettanto probabile.
E come la pensano in società? Se anche fosse, Zhang e Marotta hanno già perdonato Inzaghi e hanno deciso che i suoi meriti sono superiori alle sue colpe, come dimostra il contratto appena prolungato e arricchito. Diverso è se negli spogliatoi si diffonde il virus della sfiducia, perché potrebbe saltare fuori alla prima occasione. Come si saluteranno Calha e Inzaghi il primo giorno di ritiro? Calha, peraltro, che con Mkhitaryan accanto sarà l’anno prossimo un po’ meno sicuro del posto di quanto non sia stato quest’anno.

Insomma, per Inzaghi si può dire già oggi che il secondo anno sarà più complicato del primo, che nessuno gli perdonerà nulla. Intanto, con Lukaku dovrà necessariamente cambiare faccia all’Inter, e già questo non sarà semplice. E il confronto con Conte, campione al secondo tentativo, sarà spietato e senza appello. Con Conte prima ancora che con Pioli, Allegri e compagnia.
@GianniVisnadi