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In Cile speravano in un ultimo canto del cigno della generazione che ha regalato loro tante soddisfazioni ma che ora è arrivata a fine corsa, quella di cui Vidal e Sanchez hanno rappresentato i due top player, grinta e inserimenti dal guerriero, gol, colpi e giocate decisive dal niño maravilla. Lo stesso si aspettava l’Inter negli ultimi due anni dai suoi ‘colpi scudetto’, ma, come i cileni, gli interisti ne hanno potuto godere solo in parte: 7 gol e 7 assist ma anche qualche momento di appannamento per l’attaccante, un gol, decisivo e godereccio contro la Juve, ma anche una condizione fisica non all’altezza delle richieste di Conte per il centrocampista, tante panchine, infine, per entrambi. Ieri, Arturo Vidal e Alexis Sanchez sono tornati dalle vacanze dopo una Coppa America che, con l’eliminazione subita dal Brasile, ha sancito la fine di un ciclo. Sono rientrati nel gruppo ora allenato da Inzaghi. Sono tornati insieme, ma il futuro dovrebbe separarli. Il Minimo Comun Denominatore è il taglio degli ingaggi importo da Oaktree. Diversi sono invece i piani dell’Inter nei loro confronti.

VIDAL, IL PROBLEMA - L’esperienza di Arturo Vidal all’Inter potrebbe concludersi
in maniera prematura e allo stesso modo in cui è finita quella di Joao Mario e in cui probabilmente finirà anche quella di Nainggolan: con una rescissione consensuale. Il trentaquattrenne di San Joaquin non rientrava più nei piani di Conte, né tantomeno rientra in quelli di Inzaghi. Il suo ingaggio da 6,5 a stagione impone la cessione. Il suo contratto in scadenza nel 2022 e la sua età avanzata, però, impediscono all’Inter di ricevere offerte o indennizzi. Dovrà liberarsi a zero, ma lo farà solo nel caso in cui qualche squadra gli offra uno stipendio simile a quello che percepisce in nerazzurro. Al momento ci sono stati sondaggi di squadre di MLS, Boca Juniors e Flamengo (quest’ultima opzione è la sua prediletta), ma nessun’offerta concreta. Se continueranno a latitare, l’Inter potrebbe vedersi costretta, pur di liberarsi del suo ingaggio, a concedergli una lauta buonuscita.
SANCHEZ, L’OPZIONE -
Diversa è la situazione di Alexis Sanchez. Il trentaduenne di Tocopilla ha avuto un ruolo importante, anche se non da protagonista assoluto, nella conquista del diciannovesimo scudetto ed è molto apprezzato anche da Inzaghi, che ritroverebbe in lui una seconda punta con caratteristiche diverse da quelle di Lautaro e Lukaku, più tecnico, meno centravanti, meno goleador, ma più imprevedibile, con un ruolo simile a quello che aveva Correa nella Lazio. Ha uno stipendio più alto rispetto a Vidal, 7,5 milioni, e un anno in più di contratto. Per questo, se arriveranno offerte l’Inter le valuterà, ma senza nessuna fretta di venderlo. L’ingaggio rappresenta comunque un problema. La soluzione potrebbe essere un rinnovo, a cifre più basse, per spalmare l’investimento fatto su di lui sui bilanci di più anni, e continuare a contare sulle sue giocate, talvolta meravigliose, come suggerisce il suo soprannome, sperando, con un diverso sistema di gioco, di vederle con più continuità.