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Inter, un buon segnale da Salisburgo: Kjaergaard e Simic predicano nel deserto. E quel precedente a Milano...

Inter, un buon segnale da Salisburgo: Kjaergaard e Simic predicano nel deserto. E quel precedente a Milano...

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Una partita che rischia di essere decisiva, visto il risultato maturato nell’altra sfida del Girone D. L’Inter di Simone Inzaghi, dopo il pareggio trovato a San Sebastian grazie a Lautaro Martinez, è chiamata a vincere la sua sfida contro il Benfica per dare un preciso segnale alle sue avversarie e indirizzare, sin da subito, la qualificazione verso gli ottavi di finale di Champions League. E un segnale, di notevole importanza in realtà, l’ha fornito proprio la partita disputatasi alla Red Bull Arena di Salisburgo.

DUE LAMPI – Nella cittadina austriaca, la formazione facente parte dell’universo Red Bull è stata sconfitta dalla Real Sociedad per 2-0. Sono bastati due lampi da parte della squadra basca per domare gli spiriti degli austriaci: la precisa conclusione di Oyarzabal è stato solo il preludio al raddoppio firmato da Brais Mendez, abile a farsi beffa dell’intera retroguardia del Salisburgo, prima di battere Schlager con un diagonale mancino che si è infilato dritto nell’angolino. Due fiammate, prima di controllare il resto del match e portare a casa 3 punti fondamentali per la corsa agli ottavi della Coppa dei Campioni. Salisburgo che è sembrato privo di idee, di spunti offensivi, oltre a soffrire, specialmente nel finale, di un certo nervosismo determinato dal risultato ottenuto. La medaglia si è girata, mostrandoci un altro lato degli austriaci.

FUOCO DI PAGLIA – A sorprendere, infatti, non è tanto la qualità della società spagnola quanto l’inoffensività mostrata dal Salisburgo, raramente capace di creare qualche grattacapo alla difesa della Real Sociedad. Simic non è mai stato servito a dovere, Kjaergaard ha predicato nel deserto, non riuscendo mai a incidere nella metà campo offensiva. Eppure, la prima sfida disputata in campo europeo dagli austriaci, aveva mostrato un diverso approccio alla gara, tanto da conquistare l’intera posta a Lisbona contro il Benfica. Le reti di Simic e Gloukh avevano affondato l’esordio stagionale in Europa dei lusitani. Certo, va chiarito quanto sottolineato che il successo deriva anche dall’aver ottimamente sfruttato la superiorità numerica durante (pressoché) l’intero match – espulso Antonio Silva al 13’ del primo tempo -. E quindi, in chiave Inter (prossima sfidante in Champions) è legittimo porsi una domanda: qual è il vero Salisburgo?

IL PRECEDENTE A MILANO – In realtà, se può consolare l’ambiente nerazzurro, l’ultimo precedente a San Siro non è esattamente favorevole agli austriaci. Nel corso della scorsa stagione, il Salisburgo è stato ospite del Milan: 4-0 secco per i rossoneri siglato da una doppietta da Giroud e dalle reti di Krunic e di Messias. Anche in quel caso, il club austriaco aveva spaventato la compagine meneghina (pareggiando la sfida d’andata per 1-1). Risultato finale? Milan che raggiunge gli ottavi di finale e prosegue la sua corsa sino alle semifinali, dove viene eliminato proprio dai cugini nerazzurri. In attesa di scoprire la vera faccia di questo Salisburgo, l’Inter, nel mentre, ha una sola missione: vincere e raggiungere la Real Sociedad al primo posto del Girone D.

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