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Joao Felix è sbocciato definitivamente, come un fiore a primavera: curioso che il periodo scelto sia proprio quello del ritorno alla vita per animali e piante, i quali si esprimono in tutto il loro splendore al pari di questa stellina portoghese, classe 1999 gioiellino del Benfica destinato a monopolizzare le sessioni di mercato e le pagine dei rotocalchi sportivi per i prossimi quindici anni. Il ventenne, autore di una stagione fin quei sopra le righe, ha realizzato nella serata di ieri una splendida tripletta che ha consentito alle Aguias di rifilare un pesante 4-2 all'Eintracht Francoforte, nei quarti di finale di Europa League. Un biglietto da visita niente male per un calciatore già esaltato dagli addetti ai lavori, ma non ancora conosciuto al punto giusto dagli appassionati di calcio in Italia: sconfiggere la "maledizione di Bela Guttmann", l'anatema dell'allenatore ungherese che impedisce al Benfica di vincere in Europa dagli anni '60, potrebbe essere la via migliore per venire catapultato sin da subito nel gotha dei più grandi. 

MANCHESTER CITY E JUVE SULLE SUE TRACCE -  Per quanto riguarda il mercato invece, Joao Felix non è più una sorpresa da qualche anno: anche ieri, mentre metteva in mostra tutto il repertorio con un magnifico tris realizzato su rigore e dalla distanza, e un assist di testa per il compagno Ruben Dias, anche lui obiettivo di mercato di diversi club, il tutto costellato dalla tipica esultanza alla Mbappé con le braccia conserte e lo sguardo fisso a scrutare gli astanti, gli osservatori di mezza Europa lo ammiravano al Da Luz. Manchester City in testa, con Begiristan giunto a Lisbona per lui e per l'attaccante dell'Eintracht Luka Jovic, seguito anche dall'Inter, ma anche Juventus, il club nostrano che con più insistenza sta monitorando il trequartista e all'occorrenza seconda punta, come avvenuto 21 volte in questa stagione, tra cui ieri al fianco di Rafa Silva: dopo essersi rivelato decisivo in campionato nella fondamentale trasferta di Porto al Do Dragao, match che potrebbe consentire alle Aguias di vincere il titolo grazie proprio allo scontro diretto vinto coi Dragoes, ha offerto il bis in Europa. 

COME RUI COSTA: IL SOGNO DI GIOCARE CON CR7 E IL FATTORE MENDES - L'ultimo capolavoro di una stagione da ricordare: quindici reti e sette assist, con la fantastica media di un gol ogni 153 minuti. Il nazionale portoghese Under 21, scippato dal Benfica proprio al Porto, spesso paragonato a un mostro sacro come Rui Costa e più recentemente al Citizen Bernardo Silva, il più giovane debuttante di sempre con la seconda squadra delle Aquile, a 16 anni e 312 giorni, ha un contratto fino al 2023, ma lascerà verosimilmente il Portogallo già nella prossima stagione. Il sogno di Joao Felix rimane quello di giocare accanto all'idolo Cristiano Ronaldo, con il quale il rapporto è splendido: il procuratore è il medesimo, Jorge Mendes, il quale vorrebbe vederli assieme sia in nazionale che nel club, anche se al momento per lui c'è una clausola da 120 milioni di euro. La Juventus lo conosce bene, perché gli uomini del ds Paratici lo seguono dai tornei giovanili col Portogallo, e il rapporto con Mendes, dopo le operazioni Ronaldo e Cancelo, potrebbe essere decisivo.



IL DILEMMA TATTICO E IL PRECEDENTE DYBALA - L'unico dilemma, in questo quadretto idilliaco, è legato alla posizione in campo: qualora dovesse rimanere Massimiliano Allegri sarebbe infatti complicato per Joao Felix inserirsi negli schemi e nella tattica di un allenatore che ha sempre privilegiato l'utilizzo di Ronaldo come prima punta, affiancato da un corazziere alla Mandzukic. Persino un giocatore già affermato come Dybala ha patito questa situazione e il problema potrebbe ripercuotersi su un talento così giovane, che ha bisogno di fiducia e di giocare con continuità, per non intristirsi e bruciarsi, così come non deve essere defilato sulla fascia con compiti di eccessiva copertura. Il discorso potrebbe valere anche in caso di arrivo di un altro tecnico: da tanti anni la Juve non gioca con il trequartista, visto che l'ultimo che aveva ricoperto questo ruolo era stato il brasiliano Diego, poi rivelatosi un fallimento, e il ruolo di seconda punta per esaltare Ronaldo richiede caratteristiche fisiche ben diverse. Certo è che imbrigliare la fantasia, soprattutto se si decide di puntarci spendendo tanti soldi, è un'eresia che nemmeno a Torino si possono permettere. ​

@AleDigio89