42
La legge dei grandi numeri invocata da Semplici nella conferenza stampa di ieri vale per tutti tranne che per questa Atalanta. No, la Dea non ha perso nemmeno stavolta, e continua a battere il suo sentiero di gloria, inesorabile. E' finita 2-1 all'Atleti Azzurri d'Italia, un risultato che proietta momentaneamente gli uomini di Gasperini in zona Champions, a 38 punti come Roma e Lazio, in attesa del posticipo di stasera che vedrà impegnato il Milan col Cagliari. Una vittoria dei rossoneri riporterebbe al quarto posto, in solitaria, la squadra di Gattuso, con le due romane e l'Atalanta subito dietro, a -1. In ogni caso lo scontro diretto di sabato prossimo tra Atalanta e Milan, che la Dea avrà la fortuna di disputare in casa, sarà per forza di cose rivelatore, per non dire (è presto) decisivo. Quanto alla Spal, salvo un'impresa del Cagliari a San Siro questa sera, la sua posizione in classifica resta fondamentalmente invariata a 22 punti. Attenzione però perché domenica a Ferrara arriva una Fiorentina in ottima condizione; dopo aver steso la Roma in Coppa Italia ieri ha fermato pure il Napoli. Ma veniamo alla partita di oggi.
 
L'approccio gara dell'Atalanta in questo pomeriggio uggioso è stranamente molle, tanto che dopo pochi minuti di gioco Gasperini, infuriato per le troppe imprecisioni, si domanda incredulo a bordo campo che fine abbia fatto la sua squadra. La realtà è che la Spal ha iniziato con un piglio diverso, più concentrata, più aggressiva e più compatta. La formazione di Semplici riesce a mettere sotto pressione il giro-palla sonnacchioso dei padroni di casa, sicché Toloi, addirittura, al 6' regala un assist involontario a Petagna, fermato poi in extremis da un guizzo di Berisha. E' un'avvisaglia. Poco dopo infatti lo stesso Petagna si rifà incornando in rete un cross delizioso, d'esterno destro, dell'amico Kurtic, lasciato completamente solo sulla sinistra: lo 0-1 della Spal è tutto costruito sull'asse degli ex. Il bomber degli estensi non esulta in segno di rispetto. L'Atalanta si sveglia intorno al quarto d'ora, cioè quando si sveglia Gomez: innescato da Zapata dentro l'area, il Papu libera un destro che sferza però soltanto l'esterno della rete. Ancora più pericoloso certamente è l'argentino al 22', quando con una doppia conclusione ravvicinata impegna Viviano, bravo di piede e di mano ad evitare il gol del pareggio. La Spal è viva, ma comincia qui a cedere terreno, probabilmente intimorita. Comunque gran baluardo di centrocampo per i biancazzurri è Missiroli, che nella posizione indovinatissima di mediano centrale alterna giocate pulite a progressioni di qualità. Prima dell'intervallo, l'Atalanta ci prova ancora sfruttando una rimessa laterale sulla destra battuta da Ilicic per l'inserimento improvviso di Toloi, che buca la difesa ferrarese e con un tiro-cross in diagonale per poco non pesca l'arrivo di Mancini sul palo lontano.
 
Nella ripresa la musica cambia, e di molto. L'Atalanta alza il ritmo, mentre al contrario la Spal, com'era prevedibile, cala, lasciando spazi tra i reparti e dietro la linea difensiva. E' tuttavia un assedio senza grosse occasioni, almeno fino al gol del pareggio firmato da Ilicic al 12'. La rete dello sloveno è frutto di un’azione-tipo della Dea, che sfonda sulla sinistra grazie a un pallone in profondità di Castagne per Zapata, bravo poi a premiare rasoterra la corrente opposta Ilicic, che sopraggiungeva in vantaggio su Bonifazi e concludeva a pochi metri dalla linea di porta in scivolata. A questo punto della gara è apparso chiaro il destino della Spal; cercare di resistere strenuamente, anche se a corto di gamba e di lucidità. E mentre gli uomini di Semplici ormai non costruivano più granché malgrado gli innesti dalla panchina (nel finale si è rivista una Spal a tre punte), a circa dieci minuti dal triplice fischio è arrivato il raddoppio dell'Atalanta, un'azione fotocopia dell'1-1, ma sviluppatasi stavolta sulla fascia destra. Non Castagne dunque ma Ilicic a lanciare in verticale il laterale Hateboer oltre la difesa biancazzurra, con l'olandese che serviva il solito Zapata al centro dell'area leggermente in vantaggio su Cionek: 2-1, altra rimonta per la Dea, altra rete del colombiano. Adesso sono 16 in campionato per lui, è a -1 da CR7, come Quagliarella. Bergamo nel frattempo continua a sognare un sogno chiamato Champions. Vietato vietare.

IL TABELLINO

Atalanta-Spal 2-1 (primo tempo 0-1)


Marcatori: 8' p.t. Petagna (S), 11' s.t. Ilicic (A), 34' s.t. Zapata (A)

Assist: 8' p.t. Kurtic (S), 11' s.t. Zapata (A), 34' s.t. Hateboer (A)

Atalanta (3-4-1-2): Berisha; Toloi, Palomino, Mancini; Hateboer, de Roon, Freuler (33' s.t. Pasalic), Castagne (27' s.t. Gosens); Gomez (45' s.t. Pessina); Iličić, Zapata. All. Gasperini.
 
Spal (3-5-2): Viviano; Cionek, Vicari, Bonifazi (38' s.t. Floccari); Lazzari, Valoti (27' s.t. Murgia), Missiroli, Kurtic, Costa; Paloschi, Petagna (34' s.t. Antenucci). All. Semplici.

Arbitro: Massa di Imperia (Meli, Imperiale; Di Martino)

Ammoniti: 3' p.t. Missiroli (S), 12' p.t. Valoti (S), 13' p.t. Hateboer (A), 29' p.t. Paloschi (S)