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Gli ultimi risultati hanno certificato come la squadra di Benitez sia incompiuta. E allora come mai il Napoli vince trionfando con la Juve e perde col Parma due partite su due? La domanda attanaglia i tifosi. Interrogativi che spaziano dal modulo, alla tattica, alla condizione fisica, e naturalmente alle scelte del tecnico. E se in realtà il problema fosse un altro? I giocatori, magari. Non si tratta di questione di impegno e di professionalità, ci mancherebbe altro, ma di quel “fuoco” che arde nelle grandissime sfide e che poi si spegne improvvisamente quando l’avversario non è di così richiamo.

Forse è un problema di convinzione. Vale a dire che i giocatori del Napoli devono essere consapevoli che si può diventare davvero grandi, e non sentirsi in grado di battere chiunque, senza però poi essere convinti che si può crescere davvero. Crescita, appunto, un concetto che De Laurentiis e Benitez utilizzano spesso, e che in molti collocano sempre negli affari tecnici, nelle tattiche, o nel calciomercato. Invece la crescita, e sicuramente questo è il pensiero di Rafa Benitez, appartiene a tutto l’ambiente Napoli.
La società e le sue strutture, il settore giovanile. Bisogna fare in modo che chi veste la maglia azzurra, magari un calciatore straniero, sia consapevole che sta entrando in una società forte come quelle che competono ai massimi livelli. E quindi andrebbero rafforzate le strutture, a partire dalla sede degli allenamenti, fino ad arrivare (soprattutto) al settore giovanile. È quello il vero punto: il progetto “Scugnizzeria” non è mai decollato a fondo. Si dovrebbe ripartire proprio da lì.