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C'era una volta il Brasile dei grandi portieri, una nazione che ha sfornato giocatori del calbro di Dida, Julio Cesar e Gomes (ai tempi del Psv Eindhoven). Una generazione vicente, che non è stata degnamente sostituita. Le giovani leve verdeoro, infatti, non riescono a dare le giuste garanzie e fanno fatica a trovare spazio, soprattutto in serie A, solitamente terreno fertile, dove ci hanno giocato numeri uno come Dida, Julio Cesar, Doni, Rubinho, Julio Sergio. Con i diventeranno famosi Neto e Gabriel, che hanno rappresentato il Brasile Olimpico a Londra 2012, che fanno panchina nella Fiorentina e nel Milan, in Italia l'unico portiere che sta facendo bene e Rafael del Verona.

All'estero le cose non vanno meglio, Gomes si è perso nella sua avventura al Tottenham e non trova il campo nemmeno con la maglia dell'Hoffenheim, Artur, ex Roma ora al Benfica, è poco continuo, Diego Alves al Valencia sta pagando l'esplosione di Guaita, Rafael del Santos non ha ancora fatto il salto di qualità. L'unico portiere continuo resta Julio Cesar, ex Inter ora Queens Park Rangers, non a caso il primo portiere della nuova gestione Scolari, come confermato dalle convocazioni per la sfida con l'Inghilterra. Il secondo? Ancora Diego Alves, in attesa di qualche novità interessante.