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Andrea Pirlo non si dimette. Questa è la prima notizia al termine di Juventus-Milan. Non che fosse nell'aria un suo passo indietro, ma dopo la sconfitta con i rossoneri è evidente che tutto sia cambiato. La Juve non è praticamente scesa in campo. E non scendendo in campo si è ritrovata fuori dalla zona Champions, a -3 da Atalanta e Milan, a -1 dal Napoli, dietro a tutte e tre negli scontri diretti. Nove punti potrebbero non bastare quindi, nove punti in ogni caso sembrano ora un traguardo quasi impossibile da raggiungere. Anche la lunga attesa prima dell'arrivo ai microfoni di Sky prima e in sala stampa poi, poteva essere motivata da un confronto più o meno acceso con la squadra o la dirigenza. Ma Pirlo ha detto che c'è stato un confronto rapido, come sempre accade prima e dopo la partita. Esprimendo e ribadendo sempre lo stesso concetto: “Vado avanti”. Ma anche aggiungendo una postilla: “Finché mi sarà concesso”. Un'aggiunta che può cambiare molto. Il conto alla rovescia per Pirlo è iniziato, l'ultimatum post Benevento era chiaro: per la conferma non sarebbe bastata la qualificazione in Champions, doveva arrivare in maniera convincente. Nel frattempo è successo di tutto, ma di sicuro la Juve è scomparsa. A questo punto però non si può escludere che il conto alla rovescia di Pirlo, che difficilmente supererà le due settimane, possa durare anche soltanto qualche ora.
NOTTE LUNGA – C'era John Elkann sugli spalti, doveva essere un segnale di fiducia e compattezza, sotto i suoi occhi la Juve si è frantumata in mille pezzi. La notte è lunga e alla Continassa non sarà per nulla serena. “Ogni decisione è sempre stata condivisa da tutti”, ha ribadito Fabio Paratici nel pre-partita. Quindi la scelta di Pirlo, quindi la decisione di non esonerarlo dopo il Porto o il Benevento e poi di continuare sempre a puntare su di lui, tutto ha sempre visto in sintonia Agnelli e Nedved, Paratici e Cherubini. Da loro quattro dovrà arrivare un'ultima disperata scossa, qualunque essa sia. Mancano tre partite più la finale di Coppa Italia, nessuno può far miracoli, ma tra chi sicuramente non è in grado di farne c'è proprio Pirlo. E qualcosa la Juve dovrà pur fare. Pronto all'uso resta Igor Tudor, solo sulla carta e forse nemmeno ci sono altre soluzioni come quelle dei vari fantasmi che aleggiano sempre alla Continassa. La notte è lunga, si dice che porta consiglio. La verità è che la Juve ha sbagliato tutto, ormai è troppo tardi per tutto o quasi. Servirebbe un miracolo per entrare in Champions, serviranno nove punti nella speranza che il Napoli inciampi almeno una volta o che la coppia Atalanta-Milan fallisca due partite su tre. Ma qualcosa bisognerà pur fare per provare a salvare il salvabile, almeno la faccia. E poi la rifondazione, a ogni livello, non potrà più aspettare.