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I primi due gol (uno e mezzo) in Nazionale, dopo un Europeo vinto mettendo a referto una presenza. Giacomo Raspadori, attaccante del Sassuolo, si gode il momento e si racconta a la Gazzetta dello Sport: "Faccio fatica a capire esattamente cosa sia successo. Sono tornato a casa, mi sono rivisto la partita e ho capito di aver realizzato un sogno. Ma anche che è troppo importante continuare a farlo, dandomi nuovi obiettivi". 

MANCINI - ""Goditi il momento e ricordati che per la carriera di un ragazzo sfruttare le occasioni è tutto", queste le parole di Mancini. Il divertimento? E’ stata la base del nostro successo: se ti diverti, se vivi e giochi con il sorriso, anche la fortuna viene dalla tua parte". 

VERO O FALSO NOVE? - "Forse falso nove, ma più che altro dal punto di vista tecnico e per caratteristiche fisiche. Però per tante altre cose mi sento un “nove” classico". 

LA QUALITA' - "Le dico quella che mi piace di più: calciare con entrambi i piedi è sempre stata una mia caratteristica. E per un attaccante è una grande fortuna". 

LA SOMIGLIANZA - "Per fisico, tecnica e stile di gioco forse ad Aguero. Uno di quelli che ho studiato di più assieme a Tevez, Di Natale e anche Paolo Rossi, guardando le sue partite con papà. Ma chi mi ha rubato gli occhi più di tutti è Eto’o, generoso come pochi: quando un attaccante diventa un punto di riferimento per la squadra". 
9 O 10? - "9 come Vialli e 10 come Mancini? Ci può stare: mi piace come sintesi e mi ci vedo. Ma soprattutto: non sarebbe male... E l’abbraccio sincero, vero, che mi ha dato Vialli subito prima di Italia-Lituania mi ha scaldato il cuore. E lo porterò sempre con me". 

CATTIVO - "Credo di essere sempre stato abbastanza malizioso in campo e me lo dicevano anche. Magari non sempre si vede, sicuramente questa qualità mi è mancata un po’ all’inizio: ma furbo lo diventi solo con il tempo, la continuità nell’affrontare gente più forte e grande di te". 

RESTARE A SASSUOLO - "Mai pensato di andare via, mai avuti dubbi: per il mio percorso, in questo momento, penso sia la cosa migliore. Mi sono appena affacciato sul calcio dei grandi: la cosa più importante è stare in campo il più possibile. E poi sento molto il ruolo di ambasciatore di “Generazione S”, il rappresentare questo progetto: sono qui da quando avevo 10 anni, sono cresciuto assieme alla società, credo nel migliorare avendo dei valori alle spalle. E in questo spero di essere ispirazione per tanti ragazzi". 

I RUMORS SULL'INTER - "Sarei bugiardo se dicessi che non mi faceva piacere. Ho fatto un percorso in crescendo, è normale voler crescere ancora. Ma c’è il momento giusto per ogni ambizione". 

IL FUTURO - "Una cosa la vedo chiarissima: la volontà di continuare a sognare facendo quello che mi piace e raggiungendo ogni giorno qualcosa in più. Mai prendere niente come un punto di arrivo: per me c’è questo alla base di tutto. E non solo nel calcio: nella vita"