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A sentirlo, sembra un nome di uno scienziato da film. E invece Valmor Zimermann è l'uomo che ha lanciato Neto nel calcio che conta, da quando a 14 anni ha firmato per l'Atletico Paranaense - di cui Zimermann era presidente - salutando le giovanili del Cruzeiro fino al momento in cui fu Pantaleo Corvino a scipparlo dal suo Brasile per portarlo a Firenze: "Speravo potesse restare con noi molto più tempo. Ma dobbiamo salutarlo, è un ambizioso", la frase che fu cartolina di un addio. Il resto è storia dei giorni nostri: i dubbi tipici da portieri brasiliani, qualche errore di troppo fino alla crescita e l'exploit. La Fiorentina ha capito troppo tardi di potersi innamorare di Neto, che ha scelto la Juventus per il suo futuro quando è diventato virtualmente padrone del suo cartellino. 

Adesso lo scienziato presidente Zimermann non lo riguarda più, ma Neto resta sempre quel ragazzo che sogna in grande come quando a 21 anni salutò casa sua. Anche per questo ha scelto il top team italiano tra tantissime proposte arrivate ai suoi agenti per prenderlo a parametro zero, un'occasione da urlo: qualche telefonata dalla Roma, gli occhi puntati del Liverpool ma soprattutto il blitz di Paratici e Marotta che hanno convinto Neto a gennaio scorso. Pre-contratti pronti da tempo e la firma che arriverà a giorni, entro inizio aprile, anche sugli accordi ufficiali da depositare come regolare per chi ha il contratto in scadenza a giugno. Con la Juve che ha scelto Neto confermandogli l'idea di vederlo come vero, possibile erede di un mostro sacro come Buffon. Concentrato, decisivo, sempre più abituato anche al respiro internazionale e con i radar della Seleçao di Dunga puntati addosso. 

Eppure in questi giorni circolano attorno al goleiro brasiliano mille voci: la Sampdoria in prestito su tutte, ma non solo. Una sostanziosa fila per averlo in prestito con la convinzione che la Juventus sceglierà di girare il proprio patrimonio del futuro tra i pali per non lasciarlo alle spalle di Gigi. E invece nei piani di Neto c'è tutt'altro. Perché è vero che in molti lo vorrebbero, il portiere però la pensa praticamente al contrario. Scelta strana, particolare, tanti avrebbero preferito andare a giocare. E invece da parte sua Neto non vuol muoversi dalla Juve: l'idea è di crescere anche imparando da Buffon come suo secondo, facendosi sempre trovare pronto al momento giusto e consapevole di poter avere spazio più spesso, opzione prospettatagli dai dirigenti bianconeri al momento dell'accordo. Insomma, da giugno il brasiliano vorrebbe giocarsela a Torino e non essere girato in prestito perché a quel punto avrebbe fatto una scelta diversa. Invece si vede come portiere del futuro alla Juve, pronto a crescere e guadagnare punti già dal presente. Ambizioso, Neto: il dottor Zimermann (pardon, presidente!) non mentiva. Boa sorte... 

Fabrizio Romano