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Brava Sampdoria. Contro il Crotone hai fatto il tuo dovere, non era scontato. Era auspicabile, quello sì, diciamo pure obbligatorio. Ma riuscirci non era matematico. Anzi, in passato i blucerchiati avevano spesso mostrato crolli e fragilità nei momenti cruciali, nelle partite teoricamente più abbordabili, da vincere a tutti i costi. La mia paura principale era proprio questa, l’eccessivo rilassamento e la troppa tranquillità in determinati frangenti sono tare che i blucerchiati si trascinano dietro dalla notte dei tempi. I tre punti presi ai calabresi valgono doppio, per la classifica e per gli scontri diretti, ma pure per il morale di una formazione immersa in un momento complesso e delicato. Se il doppio confronto con Verona e Crotone avesse dato indicazioni negative, gli effetti deleteri a livello di equilibri interni e ambientali sarebbero stati probabilmente in grado di far deflagrare malumori e ulteriori atteggiamenti sbagliati. In questo modo invece hai dato una bella sterzata al timone, rimettendo in carreggiata la squadra e riprendendo la rotta verso l’obiettivo stagionale, ossia la salvezza, magari da raggiungere senza troppe tabelle o calcoli complessi.

Chiudere l’anno a 17 punti rappresenterebbe già una bella iniezione di fiducia, arrivare alle 22.30 di mercoledì 23 dicembre a 20 sarebbe stupendo, ma facciamo un passo alla volta, per favore. Il Sassuolo non è il Crotone, lo stile di gioco neroverde e il tasso tecnico della compagine di De Zerbi sono oggettivamente superiori rispetto all'undici di Ranieri, lo dicono i numeri e i risultati. Non si può ritenere un miracolo il successo sui rossoblù, perché le individualità blucerchiate sono imparagonabili con quelle a disposizione di Stroppa. La vittoria di ieri è un gran bel risultato, ottenuto in maniera convincente, ma in fin dei conti non prendere punti, per il Doria, sarebbe stato considerabile un mezzo fallimento. Questo per rimettere le cose nella giusta prospettiva.

Brava Sampdoria, dicevamo, perché hai fatto il tuo dovere. Hai svolto i compiti a casa in maniera pulita, concentrata e attenta, puoi andare a dormire con la coscienza a posto. La chiave del successo va ricercata in due dettagli. Il primo è la ritrovata solidità difensiva, contro Hellas e Crotone il Doria ha concesso due reti entrambe su calcio di rigore, e nessuna marcatura su azione. Le prossime gare saranno fondamentali per capire se questa attitudine a non far segnare gli avversari è soltanto una casualità propiziata dagli eventi, o una costruzione ben più solida. La crescita di Tonelli, anche a livello di responsabilità prese, e la fisicità di Colley mi fanno ben sperare, ma mi riservo il diritto di rivedere il reparto mercoledì. Il confronto con due attaccanti rapidi e tecnici come Boga e Berardi produrrà indicazioni importanti, non ho dubbi.

Il secondo grimaldello blucerchiato lo troviamo nell’unico reparto veramente completo, ossia il centrocampo. Silva è leggermente calato rispetto alla trasferta di Verona, ma si è rivelato comunque piuttosto importante per garantire gli equilibri, fornendo ad Ekdal un appoggio per dialogare alla pari con lo svedese. A proposito di Ekdal, la prestazione del centrocampista ieri è stata di assoluto livello. Nuovamente, verrebbe da dire, perché da due o tre partite il capitano in assenza di Quagliarella catalizza palloni e si carica i compagni sulle spalle. Sulle corsie invece le giocate di Jankto e Damsgaard aprono un interessante dibattito: chi dei due può accomodarsi in panchina, per lasciare il posto a Candreva? Francamente in questo momento avrei dei seri dubbi. Il gioiellino danese va messo in vetrina il più possibile, temo non tarderanno ad accorgersi di lui in Serie A, mentre Jankto è commovente per impegno e abnegazione. Lo era già in passato, a dir la verità, i polmoni non gli sono mai mancati, ma ultimamente sta abbinando qualità e intelligenza ad un dispendio di energie che, in altre situazioni, pareva soltanto fine a sé stesso. 
Quali possono essere i punti deboli della Samp? Credo non vi serva il mio suggerimento per rispondere da soli, citando i numerosi problemi a livello fisico tra attacco e, soprattutto, difesa. Thorsby adattato terzino destro, con Ferrari obbligato ad issare bandiera bianca per un problema fisico (purtroppo prevedibile, considerando che un giocatore fermo da oltre un anno è stato costretto ad affrontare per necessità cinque partite in venti giorni, tutte da titolare), a Genova si definisce un ‘tappullo’. Può andare bene per uno spezzone di match, farci affidamento sarebbe quantomeno avventato. Là davanti invece è lapalissiana la necessità, da parte della Samp, di poter contare su un elemento in grado di impegnare costantemente almeno due difensori avversari. La Gumina lo fa con grande generosità, se a svolgere tale compito fosse un calciatore diverso, per qualità e fondamentali, probabilmente sarebbe ancora meglio. Anche perché, se Quagliarella entra fresco nell’ultima mezz’ora, una palla dentro la butta quasi ogni domenica.

In attesa del banco di prova Sassuolo e della sosta per il Natale gustiamoci quindi la bella sensazione di aver finito i compiti, e di aver fatto il proprio dovere. Non è così scontato, fidatevi, ve lo dice uno che era cintura nera nella disciplina al Liceo.

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