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15 maggio 2010, Samp-Napoli 1-0. Sampdoria qualificata ai preliminari di Champions League. Un giorno di festa e gioia infinita con retrogusto amaro: le due menti del miracolo blucerchiato Beppe Marotta e Gigi Del Neri hanno già deciso di lasciare la Samp per trasferirsi alla Juventus. Al loro posto arrivano Sergio Gasparin e Mimmo Di Carlo, inizia il nuovo corso. La straordinaria cavalcata attira l'interesse delle grandi sui 'big' blucerchiati Pazzini, Palombo e Cassano in primis, il diktat del presidente è però chiaro fin da subito: nessuno lascerà Genova. L'unico ad abbandonare la causa blucerchiata è Marco Storari che finirà alla Juve, al suo posto ecco la scommessa Curci, che con le sue prestazioni non farà rimpiangere l'ex numero uno. Sergio Gasparin applica alla lettera le disposizioni di Garrone in sede di mercato: i gioielli restano, il gruppo viene riconfermato, torna anche Guberti dalla Roma, prima del preliminare di Champions all'appello manca il solo Luciano Zauri.

L'urna mette alle porte del paradiso il Werder Brema di Schaaf, meglio rispetto ai temutissimi Tottenham e Zenit. Il 18 agosto si va Brema per la prima delle due sfide per il sogno: la squadra sente la pressione, va sotto 3-0 e trova il gol speranza con Pazzini a dieci dal termine. Il ritorno a Marassi è tutta un'altra storia: i blucerchiati entrano in campo con uno spirito straordinario, nel primo quarto d'ora la sfida è ribaltata dalla splendida doppietta di Pazzini, il Werder non riesce a reagire e nella ripresa Cassano sembra chiudere la pratica con il tacco del 3-0. Non è così, il sogno si trasforma in incubo al 92': Rosenberg spara da lontano, Curci non ci arriva e i tedeschi rientrano in corsa. Ai supplementari ancora Rosenbreg chiude i giochi, la Champions svanisce. L'obiettivo principale della stagione è perso, la squadra deve rialzarsi in fretta e lo fa con la Lazio, liquidata con un secco 2-0 alla prima di campionato. La sfida di quindici giorni dopo contro la Juve sembra confermare che i blucerchiati hanno dimenticato il Werder.

L'Europa più povera mette la Samp nel girone con Psv, Metalist e Debrecen, girone non impossibile che i blucerchiati però non sapranno sfruttare. E dire che l'inizio è incoraggiante: pareggio in Olanda. La squadra di Di Carlo non gioca bene ma fa risultato almeno fino alla domenica successiva: il Napoli dell'ex Mazzarri espugna Marassi imbatutto da quasi due anni. Il campionato prosegue senza grandi scosse, in Europa la sconfitta in Ucraina contro il Metalist in vantaggio di un gol e con un uomo in più sconvolge gli equilibri del girone. Il terremoto arriva il 26 ottobre: Antonio Cassano e Riccardo Garrone litigano violentemente davanti a buona parte dello spogliatoio, il barese perde le staffe perché non vuole partecipare alla premiazione come miglior giocatore dell'anno precedente, volano parole grosse, il presidente si sente tradito da quello che era il suo figlioccio. Sarà l'ultima cassanata blucerchiata, due mesi dopo il collegio arbitrale darà parzialmente ragione alla Sampdoria e Fantantonio si trasferirà al Milan.

La settimana del caso Cassano si chiude con la vittoria di Cesena, ma ormai tutto è cambiato. In campo senza il genio di Fatantonio la squadra non diverte, il gioco latita e a salvare l'operato di Di Carlo sono solo i risultati in linea con quelli di Del Neri. Nel frattempo il Psv passeggia a Marassi e la doppietta di Toivonen caccia definitivamente la Samp dell'Europa. A pochi giorni dal derby che poi non verrà giocato, il secondo terremoto: Garrone e Gasparin si scontrano e il d.g. lascia, così si chiude il tormentato 2010 blucerchiato. L'anno nuovo porterà un sostituto di Cassano e, si spera, un po' di tranquillità in quella che deve tornare ad essere un'isola felice.