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    Sampmania: pro e contro di un addio di Candreva

    Sampmania: pro e contro di un addio di Candreva

    • Lorenzo Montaldo
    Diciamo che avrei preferito affrontare la settimana del mio compleanno in un altro modo. Magari non con Lanna che parla di cessione in certi termini - inevitabili, troppi esperti e troppo ottimismo ingiustificato quando i segnali vanno in un'altra direzione- o con la notizia dell’addio di Damsgaard e di quello, probabile, di Candreva

    Se al trasferimento del maghetto danese avevamo fatto il callo, quello dell’esterno ex Inter arriverebbe in maniera del tutto inaspettata. Dopo aver visto tramontare la trattativa con il Monza, si pensava che il numero 87 potesse rimanere in blucerchiato. Probabilmente se lo aspettava pure Marco Giampaolo, tanto che l’allenatore doriano ha di fatto impostato tutto il ritiro e le prime uscite stagionali sulla base del 4-1-4-1. Di fatto, l’unico modulo che consentiva di dare una collocazione gradita a Candreva. Altro che "Se ne va perché l'allenatore non lo vuole". Più di così, che doveva fare?

    Ecco, questa è una delle prime, principali preoccupazioni relative ad una eventuale partenza del laterale destro. Intendiamoci: so bene che la cessione del centrocampista era contemplata da mesi da parte della dirigenza doriana. Non dico fosse auspicata, ma di certo non si trattava di uno scenario da contrastare all’arma bianca. Candreva ha 35 anni, guadagna 1,3 milioni netti l’anno, più di 2 e mezzo lordi, e si colloca difficilmente in un ipotetico reparto a tre. Per di più, la volontà e le motivazioni del giocatore sono un aspetto non accessorio. Però la Samp, da luglio, ha lavorato basandosi su un determinato assetto. Stravolgerlo adesso non sarà semplicissimo. Inoltre ci sono alcuni dettagli e, soprattutto numeri da tenere in conto.

    Non sono mai stato un grande fan di Candreva. Anzi, tutt’altro. Però sottostimare il suo peso specifico, nonostante un girone di ritorno a ritmi blandi, a tratti irritanti, sarebbe miope e poco corretto. L’anno scorso l’ex Lazio e Inter, con le sue reti e i suoi assist, si è saldamente abbarbicato sul podio dei giocatori più incisivi della Sampdoria. Quantificare i punti portati in dote è esercizio complicato: diciamo almeno una dozzina? Delle 7 marcature e dei 12 suggerimenti vincenti forniti ai compagni, sparsi tutti nella prima metà di stagione, parecchi si sono rivelate determinanti per il mantenimento della categoria. Breve riassunto schematico, anche incompleto: gol e assist nello 0-3 ad Empoli, gol e assist nel 2-1 allo Spezia, gol e assist a Salerno per lo 0-2 finale, gol e assist nell’1 a 3 rifilato al Verona in casa, gol e ben 2 assist alla prima con Giampaolo, 4-0 al Sassuolo. Magari sarà anche di difficile collocazione tattica, ma per il Doria è un titolarissimo. 

    Le mie perplessità, poi, nascono anche dalle dichiarazioni di Lanna. Il presidente ha sottolineato più volte, persino ieri, la necessità di innestare un giocatore a centrocampo, già orfano di Thorsby e Ekdal, due che quest’anno avrebbero giocato poco, ma che numericamente il campionato scorso erano potenziali titolari. Curiosamente, tra Damsgaard e Candreva, si tratta del reparto più impoverito nel corso della settimana. Se con Candreva in rosa bastava un acquisto di qualità, in caso di partenza dell’esterno Corte Lambruschini necessiterebbe almeno di due arrivi, per controbilanciare le necessità esplicitate dalla Samp stessa ieri in conferenza stampa, quando per Candreva non si erano ancora agitate le voci di mercato.

    Non stiamo parlando di un giocatore insostituibile, intendiamoci. Non ce ne sono, nella Samp di oggi. Paradossalmente non lo sono neppure le tre migliori pedine a disposizione, ossia Audero, Colley e Sabiri. Però di un sicuro titolare, di uno che avrebbe presumibilmente dovuto fare la differenza, sì. Occorrerà quindi estrema cautela e grande attenzione per rimpiazzarlo. Se Candreva dovesse salutare, potrebbe arrivare al suo posto un elemento più funzionale, magari anche più motivato, chissà, come Linetty o Maggiore, in grado di dare il cambio a Rincon e Sabiri in un prevedibile terzetto mediano. 

    Non si tratta di valutazioni semplici. Banalizzare il concetto, ridurlo a ‘con Giampaolo era fuori ruolo’ o ‘Se vuole andare vada’, è semplicistico. Mi auguro che la Samp abbia già pronto, dietro alle quinte, il colpo a sorpresa stile Djuricic. Come regalo di compleanno, sarebbe bene accetto. A proposito, è oggi. Per una decina di ore, cercherò di non pensare a Candreva, promesso.

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