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Roberto De Zerbi, allenatore del Sassuolo, parla a SassuoloChannel alla vigilia della sfida contro il Milan: "E' un punto importante, che vale un punto ma un punto che è fatto contro una squadra che sta attraversando un momento particolare ma con giocatori di grande qualità. E' un punto importante ottenuto con la nostra identità, è tornato il Sassuolo che abbiamo conosciuto in questi anni, ci sono tante cose importanti che dovevamo ritrovare e ora si tratta di dare continuità contro la squadra che è in testa con merito dall'inizio del campionato". 

SUL MILAN - "Ha un'identità precisa perché rispettano le stesse partite sempre, in Coppa e in campionato, con le squadre forte e deboli, per noi sarà come giocare come Inter o Juve, forse anche un po' più difficile perché hanno l'entusiasmo della squadra che non si ferma, che sta in testa. Per noi è importante perché dopo 3 anni di lavoro ci giochiamo una partita contro la prima e vincendola ci porterebbe a 2 punti dalla prima e questo deve essere motivo d'orgoglio e vuol dire che qualcosa abbiamo fatto, vuol dire che qualcosa di buono abbiamo fatto". 
SU IBRA - "E' un campione a 40 anni e lo ha dimostrato, forse uno dei pochissimi che abbiamo in Italia, è meglio che non ci sia sicuramente. Ma il Milan ha altri giocatori forti, dal portiere fino all'attacco. Sono la seconda o terza miglior difesa, secondo miglior attacco: hanno tutto, però non è che vogliamo entrare per passarci la domenica pomeriggio, vogliamo cercare di vincere giocando come a Firenze e per mantenere anche noi questa striscia positiva perché nel 2020 abbiamo perso poche volte, abbiamo fatto tanti punti, stiamo crescendo, stiamo rimettendo tutti i giocatori al centro dell'idea, del progetto, perché sono tutti protagonisti, anche domani giocheranno tanti che non hanno giocato a Firenze e anche noi arriviamo con entusiasmo alla gara di domani". 

SU LOCATELLI - "E' molto importante per tante cose: per la qualità e per la personalità, per il giocatore che è diventato. E' arrivato ad essere così, non era così quando è venuto a Sassuolo. Per portare più giocatori a diventare come Locatelli bisogna accettare l'assenza, cercare di sopperire con qualcuno che ancora non è così forte dal punto di vista mentale, dando fiducia. L'assenza di Locatelli la recepiamo con dispiacere ma anche con la voglia che qualcuno si prenda la responsabilità e quell'onere che ha Magnanelli, che Locatelli si è guadagnato".