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Se fai l'attaccante, o l'esterno offensivo, o il trequartista, in pratica se giochi 'là davanti', i numeri contano. E se indossi la maglia della Juventus, dicendola alla bianconera, i numeri 'sono l'unica cosa che contano'. E quelli di Federico Bernardeschi, in questa stagione, lasciano a desiderare: 21 presenze, spalmate su tutte le competizioni, un gol (in Champions, contro il Bayer Leverkusen), 1 assist (in Coppa Italia). Poi niente. Tante incomprensioni tattiche, tanti tentativi verso la porta, zero gol in Serie A: doveva essere, con Sarri, l'anno della verità. Se la verità è questa, era meglio non saperla. 

SARRI CAMBIA IDEA - Le colpe, è chiaro, non sono solo sue: può essere stato incostante, certo, ma non è stato messo nelle condizioni di potersi esprimere al meglio e con continuità. Sarri, nella conferenza stampa di presentazione, si era detto stuzzicato dall'idea di allenare l'ex Fiorentina, pronto a specializzarsi in un suolo ruolo. Beh, i fatti hanno dimostrato il contrario: partito come esterno offensivo, passato a trequartista, nella penultima di campionato è stato schierato mezzala. Le cose, per Sarri, non sono andate, evidentemente, come sperava. Con Bernardeschi che ha tenuto un atteggiamento, comunque, da uomo spogliatoio: zero polemiche, 100% di disponibilità, solito impegno. Encomiabile. Per questo, le colpe non sono solo sue. 
ORA DI NUOVO ESTERNO - Nella conferenza stampa della vigilia di Spal-Juve, Sarri ha ancora parlato di Bernardeschi: "Purtroppo per mille vicissitudini all'interno della rosa è stato sballottato da un posto all'altro, con stabilità potrebbe fare di più ma gli va dato atto di essersi messo a disposizione totale della squadra e dell'allenatore per qualsiasi ruolo. Chiaro che senza Douglas è un'alternativa anche per quel ruolo". Alternativa. Questa la parola chiave per descrivere la stagione del 33 bianconero: nel 4-3-3 il titolare a destra doveva essere Douglas Costa; nel 4-3-1-2 il trequartista titolare doveva essere Ramsey; nel ruolo di mezzala ci sono sia il gallese, che Rabiot, che Khedira, che Bentancur, che Matuidi. Ora è pronto a rientrare, Berna, nel suo ruolo naturale, quello di esterno offensivo, dove ha fatto vedere il meglio di sé in carriera. E dopo 25 minuti giocati nelle ultime 7 (due saltate per infortunio), Bernardeschi scalpita, anche in ottima Europeo. Per far vedere chi è. Per provare a dimostrare che non è solo un tappabuchi. Per dire, coi piedi, la sua verità. 

@AngeTaglieri88