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È imbarazzante l'arroganza con cui Conte scarica sulla società che gli dà 11 milioni l'anno le responsabilità della sconfitta di Dortmund. Una mancanza di rispetto assolutamente inaccettabile, come se chi lo ha voluto a tutti i costi, gli ha preso molti calciatori che chiedeva e lo paga lautamente fosse un nemico, un avversario, e non un complice con il quale compattarsi per costruire un'Inter più forte.

Al di là dell'effetto devastante che il suo atteggiamento avrà sulle riserve, le quali certamente non saranno contente di essere ritenute inadeguate dal loro allenatore, una pubblica accusa del proprio club con questi toni non si era mai sentita. Soprattutto da parte di un tecnico appena arrivato. Dovrebbe essere la società a chiedere conto ad Antonio di come sia stato possibile buttare un vantaggio di due gol, perché aggrapparsi alla stanchezza è una scusa valida solo in parte.

L'Inter non ha avuto un calo progressivo: tra un tempo e l'altro ha spento la luce. Come ha gestito Conte l'intervallo sul piano psicologico? Quali principi anche tattici ha trasmesso ai suoi giocatori perché cambiassero volto da un momento all'altro? È questo che Zhang e Marotta dovrebbero chiedere a Conte. E non solo. Dovrebbero anche domandargli come ha fatto a lasciare in campo tutto quel tempo Biraghi, ammonito dopo 40 secondi e in difficoltà sempre, anche nel periodo buono dei nerazzurri. E perché Sensi e Politano sono entrati così tardi mentre avrebbero potuto far respirare la squadra.

Ma più di ogni altra questione, Zhang e Marotta dovrebbero parlare di Conte in pubblico con la stessa arroganza con la quale li ha trattati lui, quasi fossero loro i problemi dell'Inter. A tutto c'è un limite. Conte lo ha superato. Se l'Inter non lo argina diventa vittima di un allenatore straordinario, ma ormai pervaso da un senso di onnipotenza che lo rende ingestibile. E anche pericoloso, soprattutto per la stabilità del club che lo paga a peso d'oro e anche di più.

@steagresti