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Torna a parlare Aurelio De Laurentiis, che da Ginvera, dove si è riunita nei giorni scorsi l'Eca, ha parlato al Corriere dello Sport, iniziando dalla sconfitta di Torino: "Sì, è passata l'amarezza. E' normale che in alcune partite di inizio stagione qualcuno sia in ritardo di condizione e forse si dovrebbe lasciare il posto a un altro che ha fatto tutta la preparazione. Poi però mi rendo conto che uno si guarda allo specchio e dice: 'Come faccio a non schierare quello o quell'altro?'. Nel calcio bisogna essere anche riconoscenti verso chi gioca con noi da anni e ha sempre dato tutto per questa maglia. Non ci sono stati errori contro la Juve, la gara è andata così".

SULLO SCUDETTO - "Delle altre squadre non posso parlare perchè è troppo presto per valutarne la loro forza. Juve e Inter sono due grandi società, con gente molto esperta, sapranno registare il rapporto tra i loro valori e i loro problemi".

SU SARRI - "Sarri è un grandissimo allenatore e quindi cosa dovrò dirgli se non 'bravo', oltre a stringergli la mano? Come ho già detto il passato è passato, il presente è presente e il futuro è quel che sarà. Non mischio il passato con il presente e il futuro. Io guardo sempre al futuro, il resto fa tutto parte dell'esperienza che uno ha".

SUL RITORNO DI SARRI - "Non ho mai creduto nei ritorni di fiamma anche perchè Napoli è una citta straordinaria, ma anche molto complessa e che bisogna amare senza limiti. Non tutti sono capaci di farlo. Neppure gli stessi napoletani, o almeno non tutti sia chiaro, sanno amarla o la capiscono fino in fondo...Io amavo immensamente mio padre che, pur non essendo nato a Napoli ma a Torre Annunziata da padre irpino, rappresentava l'essenza colta di una napoletanità straordinaria. E' quella a cui mi riferisco e che amo".

SU CONTE - "Con Antonio ho un ottimo rapporto. Ci siamo frequentati nuotando nel mare delle Maldive. Molto prima dell'avvento di Ancelotti, quando Conte stava a Londra, l'ho tempestato di domande per proporgli di venire a Napoli. Lui mi rispondeva che il contratto che aveva in essere con il Chelsea gli impediva di parlare con terzi. Credo fosse vero, ha impiegato un anno per poter poi venire ad allenare in Italia".

SU ANCELOTTI - "Carlo è il Von Karjan del calcio: democraticamente inflessibile, culturalmente irreprensibile e amichevolmente esemplare".

SU LLORENTE - "Non è una mia idea, ma di Ancelotti. Nessuno avrebbe disdegnato un top player come Icardi, ma fin dal primo momento Ancelotti aveva optato per Lllorente perchè sosteneva che in attacco eravamo super forniti e che avevamo bisogno di un fuoriclasse da fare giocare negli ultimi 30 minuti delle partite che eventualmente non si sbloccavano. Uno che avrebbe potuto convivere con Milik. Non bisogna dimenticarsi che Milik, dopo due stagioni in infermeria, nel primo anno di attività vera ha segnato 20 gol senza rigori. Non capisco quindi questo gioco al massacro del tifoso che invece di guardare i gioielli che ha in casa propria inneggia sempre all'acquisto 'in più'. Non capisco neanche per quale motivo il Bari in Serie C in proporzione farà più abbonati del Napoli in Serie A. Il tutto dopo aver ridotto il prezzo degli abbonamenti del San Paolo in alcuni settori addirittura del 40% rispetto a nove anni fa. Se questo vuol dire essere gradi sostenitori del Napoli, permettermi di sorridere. Credo che a Napoli si viva di invidia per il nord e che esistano molti tifosi juventini, milanisti e interisti. Dovrei forse comprare il Milan per accontentarli? La mia è una provocazione, amo Napoli più di ogni altra cosa".

SU ICARDI - "Per acquistarlo sono arrivato a offrire all''Inter 60 milioni più bonus, per un totale di 65, mentre a Wanda Nara per il contratto del marito ho proposto un lordo di circa 12 milioni. Icardi non è stupido e forse ha capito che per rilanciarsi a livello europeo andare in una squadra come il Psg, dove potrà primeggiare con più facilità rispetto al Napoli, per lui era la scelta migliore. Rimpianti? No, l'arrivo di Icardi avrebbe impedito l'acquisto di Llorente, del quale sono super convinto come Ancelotti, ma soprattutto avrebbe gettato ombre e malumori in Milik, che continuo a considerare la vera grande stella dell'attacco del Napoli".

SU MERTENS E CALLEJON - "Sono innamorato di loro. Dries è un grande conoscitore del calcio, lo definisco un colto di pallone. Gli ho detto: 'quando sarai stufo di giocare, perchè non lavori con me? E' un piacere sentirti parlare e le tue frasi danno sicurezza a chi ti ascolta'. Callejon lo considero un fedelissimo, uno di famiglia: è ormai diventato napoletano, i suoi figli sono cresciuti a Napoli e sicuramente avranno l'inflessione partenopea. Mi auguro che vogliano rinnovare il contratto, sono a disposizione per entrambi. Sempre senza fare follie...".