74
Brutto Milan. Senza idee, senza gioco, senza personalità. Passano gli anni, cambiano gli allenatori, ma i risultati sono sempre gli stessi. Con Mihajlovic come con Inzaghi, la prova incolore con la Juventus è stata una ripetizione, un prolungamento, delle mediocrità dell'anno scorso, nel quale il Milan è sembrato troppo spesso una provinciale con indosso la maglia prestigiosa di una big. Il tecnico serbo non è riuscito a dare quella svolta che tutti, Berlusconi in primis, si aspettavano, il bilancio a più di quattro mesi dall'inzio della stagione non può essere postivo. Poche certezze, troppe incognite. In ogni reparto.

QUALCHE NUMERO - Il Milan fa acqua in difesa, come dimostrano i 17 gol incassati in 13 partite (lo stesso score del Bologna, quart'ultimo), e in attacco, il reparto maggiormente rinforzato nell'ultima finestra di mercato. Le 15 reti realizzate sono un dato preoccupante, l'arsenale offensivo a disposizione di Mihajlovic ha segnato gli stessi gol dell'Empoli, uno in meno del Chievo. Certo, la capolista Inter ha trovato la via delle rete 16 volte, ma Handanovic è stato battuto solo in 7 occasioni. Dieci in meno del Milan.
TROPPO POCO - Il problema-gol va trovato in un'organizzazione di gioco quasi assente e nella dipendenza, quasi totale, a Carlos Bacca. Il colombiano ha segnato 6 gol, 4 in più di Luiz Adriano, cinque più del terzo acquisto estivo, Mario Balotelli, che complice i problemi fisici, ha giocato solo 4 match. E gli altri? Niang è appena rientrato e ha ancora uno zero alla casella gol segnati, come Cerci, mentre ha segnato una sola volta Bertolacci. Se si aggiungono i gol di Bonaventura (2), il Milan ha segnato solo 3 gol con i centrocampisti, troppo poco per una squadra che pensa in grande, che la qualificazione alla prossima Champions League come obiettivo primario.

Federico Zanon
@Fedezanon15