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Doveva essere la stagione della sua consacrazione in bianconero. Il primo anno, vissuta di rincorsa tra un infortunio da recuperare e altri problemi fisici di varia natura, era servito per ambientarsi e prendere le misure. Solo che l'estate di Emre Can ha visto le strategie della Juve costringerlo a un'inversione a U: da incedibile o quasi a cessione preziosa sul mercato in uscita, magari come pedina di scambio se necessario. Una decisione che lo ha spiazzato, tanto che il suo entourage pur trattando a lungo con Barcellona e Psg aveva infine assecondato la volontà di Emre Can di restare alla Juve. Quando ormai era scivolato fuori dai piani tecnici, l'esclusione dalla lista Champions a tale proposito era stata molto più che una conferma. Assolutamente mal digerita dal tedesco, che non le ha mandate a dire dal ritiro della sua Nazionale a inizio settembre. Poi le prove di pace, due mesi e mezzo per provare a riconquistarsi la fiducia di Maurizio Sarri almeno in campionato, senza troppo successo: quattro presenze e 150 minuti in tutto, unica (e ultima) da titolare a Lecce il 26 ottobre. A Emre Can solo le briciole quindi. Troppo poco. Ecco perché a gennaio potrà lasciare la base, con la Juve che non si opporrà assolutamente.

A GENNAIO – Preziosa d'altronde sarebbe la plusvalenza capace di generare la cessione di Emre Can, arrivato a parametro zero la scorsa stagione con 16 milioni di oneri accessori, che ora lo vedono presente a bilancio per circa 13 milioni. Difficile oggi riuscire a realizzare i 50 milioni della clausola rescissoria che si attiverà a fine stagione, ma l'offerta giusta per la Juve potrebbe essere compresa tra i 30 e i 40 milioni, con il club bianconero disposto pure ad aprire le porte a un'ipotesi di prestito con obbligo di riscatto facilmente raggiungibile ed esercitabile entro il 30 giugno in tempo per la chiusura del bilancio stagionale. E su Emre Can restano sempre molto più che vigili il Barcellona (con o senza Ivan Rakitic) e Paris Saint Germain, oltre a praticamente mezza Premier. Il finale della storia si avvicina, una storia finita forse prima di cominciare realmente.