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“La speranza è una memoria che desidera, il ricordo è una memoria che ha goduto". Così scriveva Honoré de Balzac. E il tifoso del Milan, al momento, sta vivendo tra ricordo e speranza: la sua memoria ha goduto, e non poco, nell'era Berlusconi; la sua speranza, quindi il desiderio, è di tornare a festeggiare, e godere, come in passato. E, citando un meno nobile, e esistito solo in versione animata, Rafiki, "dal passato puoi scappare o... imparare". E il grande passato del Milan, in questi mesi in cui il mondo del pallone sopravvive tra ricordi e aneddoti, lancia dei segnali per il futuro. 

PAROLA DI SANDRO NESTA - E a farlo è uno che parla poco, che ha fatto due sole dirette su Instagram in un social carico come non mai di parole, più presenti delle foto. Uno che non ama apparire, ma che ha sempre preferito giganteggiare tra gli attaccanti avversari, scivolando con un'eleganza che non si era mai vista: Alessandro Nesta. In una chiacchierata social con Fabio Cannavaro, l'ex 13 del Milan ha ricordato il suo Milan: "​Su come stare al Milan, ci sarebbe da fare una serie su Netflix da 12 puntate. Per sapere cosa significa meritarsi una società del genere, anche per giocatori importanti come noi.​ Qualsiasi giocatore deve meritarsi quel club, anche il più forte che c’è, perché non c’è nessun giocatore più grande di quel club. Quando arrivi al Milan ogni cosa è fatta per vincere. Io arrivo dalla Lazio, vinco la Champions, da romano dico “adesso qua, sigaretta in bocca, vivo di rendita per 10 anni, ho vinto la Coppa dei Campioni”. Passa un anno, e il Milan prende Jaap Stamp. La vicino c’è il Malda (Maldini, ndr), li guardo e mi dico che c’è da lavorare se no me seccano. Per rimanere 10 anni lì devi lavorare, ti devi fare un culo…”. Poche parole, ma pesanti. 

GLI INSEGNAMENTI - Lavorare, duramente, in campo e fuori. Perché Nesta spiega come nel suo Milan la vittoria e il campo erano i soli e unici pensieri. "La casa? Ci pensavano loro", solo per fare un esempio. Vietato campare di rendita: chi ha fatto bene in passato deve darsi da fare per conquistare la riconferma, in un Milan che sta continuamente cambiando pelle. E con Ragnick lo farà ancora di più. E allo stesso tempo la società: migliorarsi e crescere, non pensare di essere il Milan solo perché sul petto ci sia scritto Milan. Ma è necessario ricordarsi anche di esserlo, il Milan. Del resto, lo abbiamo scritto prima: "Dal passato si può imparare".
LAVORARE, LAVORARE, LAVORARE... - E poi, farsi il culo. Lo dice chiaramente, Nesta: migliorarsi, quotidiamente. Lo dovevano fare loro, grandi campioni, che avevano vinto tutto; lo deve fare, a maggior ragione, chi è al Milan ora, che non ha vinto niente. Questi sono gli "insegnamenti" di Alessandro Nesta, che Maldini, grande custode delle vittorie passate, conosce benissimo. Guardare al passato per costruire il futuro. Non si vive di ricordi, è vero. Ma ci sono alcune cose che non vanno dimenticate. Mai. Specialmente quelle dell'ultimo grande Milan. Una squadra da serie tv.

@AngeTaglieri88