Domenica sera commenterà dai microfoni di Sky la sfida di Marassi tra Genoa e Milan. Nel frattempo, però, Massimo Ambrosini ha anticipato a Repubblica-Genova i temi principali della gara tra rossoblù e rossoneri: "Mi aspetto di vedere una splendida partita - ha ammesso l'ex centrocampista - non come lo squallido 0-0 dell'andata".

In effetti rispetto all'incrocio di fine ottobre, le due squadre sono cambiate parecchio, merito soprattutto di quanto portato dai due nuovi allenatori; Ballardini e Gattuso.
"Sinceramente sono un po' stupito da Gattuso - ha proseguito Ambrosini - Non per mancanza di fiducia in Rino, ma ci stava che, come chiunque inizi una nuova professione, potesse andare incontro a delle difficoltà. Invece, anche se la partenza non era stata delle più felici, ha trovato in fretta il bandolo. E soprattutto ha smentito chi era convinto che una squadra di Gattuso dovesse essere solo grinta e cuore. Adesso il suo Milan gioca un buon calcio".

Oltre ad essere stato per anni compagno di squadra e di reparto con Ringhio, Ambrosini conosce molto bene anche Davide Ballardini, il tecnico che negli anni '90 nelle giovanili a Cesena lo trasformò da attaccante a centrocampista: "E' un allenatore intelligente ed esperto. Appena arrivato ha dato solidità e compattezza. Niente di strano, ma dandogli quelle certezze delle quali aveva bisogno il Genoa si è immediatamente ritrovato. Ero sempre stato convinto che la qualità della rosa del Genoa non fosse quella di una squadra da bassa classifica e i risultati ottenuti da Ballardini lo confermano. E poi il mister lo conosco bene. Messa a posto la classifica, lavora per una squadra più propositiva in fase di possesso palla. Nonostante le vittorie, l'ha sempre dichiarato: voglio un Genoa che giochi meglio".

Una considerazione finale Ambrosini la dedica infine all'astro nascente del Milan, quel Patrick Cutrone che molti già paragonano a Pippo Inzaghi: "Un'etichetta che può solo nuocergli - avverte l'ex mediano - perché crea delle aspettative che al momento non sappiamo quanto sia in grado di mantenere. L'attacco del Milan non può pesare soltanto sulle sue spalle, per quanto il ragazzo la porta la veda".