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Menomale che le squadre con la casacca bianconera, in Serie A, sono finite. Dopo la Juventus, l'Udinese: perde ancora il Genoa di Thiago Motta, e di nuovo con un gol del sorpasso che arriva nei minuti finali. Dal rigore del vecchio volpone Ronaldo al primo gol in Serie A di Ken Sema, arrivato in estate dal Watford; una brutta settimana per i liguri, che anche oggi avrebbero meritato quantomeno il pareggio. Quanto all'Udinese, due messaggi per chi eventualmente volesse occuparne la panchina lasciata libera da Tudor: non è affatto una squadra allo sbando, ed è allenata da un "traghettatore" di lusso come Luca Gotti. Chi lo ha sottovalutato, non si è fatto bene i conti.

A Marassi, prime fasi di gara in cui sul piano della qualità il confronto tra le due squadre sembra impari. I giocatori dell'Udinese quando hanno la palla fra i piedi nella propria metà campo non sanno granché cosa farsene; tante idee sfiziose invece per quelli del Genoa, e spesso le inventa quel geniaccio di Schone. Vedere i rossoblù far nascere l'azione dalla propria area di rigore non di rado è uno spettacolo per gli occhi. Davanti è Kouame il pericolo pubblico numero uno (e non certo per il fortunoso gol di mercoledì scorso…), tanto che Gotti gli riserva un trattamento particolare: il fisico e la velocità del marcatore Opoku, incaricato di imprigionarne il talento. L'ivoriano testa subito i riflessi del suo carceriere per due volte, svettando di testa da buona posizione senza trovare la porta, e alla terza - minuto 21 - è già gol. Kouame, Pandev, ancora Kouame, ancora Pandev, che trova l'angolino e batte Musso. Tutto ciò in un fazzoletto di campo, precisamente nel quadrante destro dell'area di rigore. Un'azione che piacerebbe molto a Maurizio Sarri, ma che nella sua Juve non si vede nemmeno così spesso, tanto per quantificarne il tasso di difficoltà.

Fino a quel momento l'Udinese si era spinta in avanti solo approfittando degli errori in mezzo al campo del Genoa, inevitabili quando si ricerca un palleggio così esasperato e non si butta via la palla nemmeno sotto tortura. Il gol però cambia tutto, e costringe i friulani a un assalto inizialmente disperato. Lo spirito giusto lo incarna bene Okaka, che da solo, di forza, sfonda sulla fascia destra: dopo un veloce transito fra i piedi di Nestorovski la palla arriva a De Paul, gran botta da fuori ed è 1-1 al 31'. La partita gira in un amen, perché il Genoa, forse troppo compiaciuto di se stesso, resta quasi sbigottito per l'affronto subìto, mentre l'Udinese prova a crederci e fa bene, perché Nestorovski prima e Mandragora poi si divorano addirittura il gol del vantaggio. C'è quasi sempre lo zampino di De Paul, che ora inizia a caricarsi i suoi sulle spalle, intenzionato evidentemente a chiarire che le giocate di qualità non sono un patrimonio esclusivo della formazione ligure.

Ne consegue che dopo l'intervallo i ragazzi di Thiago Motta scendono in campo consapevoli di affrontare una squadra tutt'altro che in difficoltà, dunque senza lo spavaldo entusiasmo dei primi minuti. E senza quell'entusiasmo, nonostante lo schieramento iper-offensivo, di pericoli non ne creano, salvo un paio di interventi del sempre sicuro Musso sul solito Kouame. D'altra parte quelli dell'Udinese a fisico son messi bene, si dimostrano parecchio tignosi, e dispongono di un Okaka che sarebbe riduttivo definire generoso. Il Mandzukic del Trasimeno si rivela infine decisivo: prima balbetta in area da ottima posizione, sull’ennesima ripartenza dei suoi al 71', poi all'86' appoggia a Sema con una preziosa sponda di fisico, lo svedese ci mette del suo e di esterno la manda angolatissima alle spalle di Radu. Il Genoa prova una reazione (pericoloso Radovanovic su calcio d'angolo), ma si sbilancia ulteriormente e subisce il tris al 94'. L'autore è Lasagna, che Gotti aveva mandato in campo al 72’, e che già in precedenza aveva dimostrato di poter mettere in grande difficoltà la retroguardia rossoblù, peraltro appena privatasi (70') di Romero per dare spazio a Sanabria. Forse la partita è cambiata anche lì, e allora tanto di cappello a Luca Gotti: niente male per uno che ha dichiarato di non voler fare il primo allenatore di mestiere. Thiago Motta, che di cambi aveva ferito (col Brescia), di cambi - e non solo - oggi perisce.

IL TABELLINO

Genoa-Udinese 1-3 (primo tempo 1-1)

 
Marcatori: 22’ p.t. Pandev (G), 32’ p.t. De Paul (U), 32’ s.t. Sema (U), 45+5’ s.t. Lasagna (U)
 
Assist: 22’ p.t. Kouamé (G), 32’ p.t. Nestorovski (U), 32’ s.t. Okaka (U)
 
Genoa (4-2-3-1): Radu; Ghiglione, Romero (25’ s.t. Sanabria), Zapata, Ankersen (19’ s.t. Barreca); Schone, Agudelo; Pandev, Saponara (7’ s.t. Radovanovic), Kouamé; Pinamonti. All. Thiago Motta.
 
Udinese (3-5-2): Musso; De Maio (20’ s.t. Becao), Ekong, Nuytinck; Opoku, Mandragora, Walace, De Paul, Sema; Okaka (44’ s.t. Teodorczyk), Nestorovski (27’ s.t. Lasagna). All. Gotti.
 
Arbitro: Pasqua di Tivoli
 
Ammoniti: 25’ p.t. Sema (U), 4’ s.t. Nuytinck (U)