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L’Inter ha smarrito il vero Milan Skriniar e questa è un bella rogna per Conte e per la dirigenza. Non servono giri di parole, il problema c’è, è evidente e bisogna risolverlo in fretta per non rendere la questione ancora più aspra. Legnoso, impacciato con la palla tra i piedi e scomodo negli ampi spazi. Il modulo di Antonio Conte ha peggiorato il difensore slovacco. È un dato di fatto, una sconfitta professionale (capiremo se solo provvisoria) per qualsiasi allenatore, che invece dovrebbe puntare come prima cosa a esaltare il materiale umano a propria disposizione.

IN DIFFICOLTA' - Ad Appiano Gentile avevano attribuito le difficoltà iniziali allo spostamento di Skriniar sul centro sinistra. Una difficoltà ulteriore per un difensore destro, neanche troppo dotato dal punto di vista tecnico e già svigorito dal cambio modulo. La speranza era quella di agevolarlo spostandolo nuovamente sulla destra, accomodando Godin in panchina e lasciando spazio all’emergente Bastoni. Ma Conte ha ottenuto in cambio lo stesso risultato, Skriniar soffre degli stessi imbarazzi, a destra come a sinistra. L’equivoco è la difesa a tre. 
REGRESSIONE - Così quel difensore che aveva visto schizzare alle stelle la propria valutazione, rischia adesso di regredire, e questa è una considerazione che in viale della Liberazione sono tenuti a trattare con le pinze. Perché Skriniar sotto la gestione Spalletti ha rappresentato un asset importante e Ausilio aveva dovuto rispedire al mittente un’offerta del City da 55 milioni di euro. Vederlo annaspare in campo è un flagello per gli occhi, proprio lui, che appariva granitico, tosto. Ricordate gli attaccanti che gli rimbalzavano addosso?

SVALUTATO - Appunto, solo un ricordo. Perché oggi Skriniar non è più quello. Soffre, soffre tremendamente e anche l’autostima inizia a sgretolarsi. Almeno questa è la sensazione che offrono i suoi occhi gelidi e tristi. Skriniar è un leader alla ricerca di se stesso, smarrito nel labirinto di un modulo che gli ha tolto certezze e che ne esalta i limiti. L’inter si sta complicando la vita, Conte è in difficoltà, la sua voce tradisce nervosismo e ansia. Non potrebbe essere diversamente in un periodo così complesso, in cui la squadra fa male in campo e un potenziale calciatore da 70-80 milioni vede calare a picco la sua valutazione. Urge una soluzione.