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134 giorni di assenza, un intero girone dall'andata al ritorno, e nel mezzo tante, troppe, voci incontrollate su quello che potrebbe essere il momento più importante della gestione Suning dell'Inter. Steven Zhang non si vede in Italia dal 7 ottobre scorso, 10 giorni prima del derby di andata contro il Milan e oggi, a 4 giorni dal derby di ritorno, il presidente del club nerazzurro, il numero uno societario, colui che rappresentava la proprietà in Italia, un suo ritorno a Milano non è ancora nemmeno in agenda lasciando ampie nubi su quello che sarà il futuro societario in un momento così importante per la squadra a livello sportivo. Sì perché il derby potrebbe essere un punto di svolta nell'agognata corsa scudetto.

OBIETTIVO RESISTERE - Proprio quel sogno che Suning aveva cercato di percorrere quando la pandemia Covid ancora non si era abbattuta né sulla Cina, né sull'Italia e, soprattutto, né sui conti della famiglia, oggi è ciò che sta facendo resistere gli Zhang sull'ipotesi della cessione della maggioranza del club. Steven Zhang non è stato in Italia nemmeno per l'assemblea degli azionisti di novembre che ha chiuso il bilancio della travagliata stagione 2019/20 e si è limitato a un freddo comunicato sia a mezzo stampa che poi alla Covisoc in cui si smentiva l'idea di cedere la maggioranza del club e si confermava l'impegno a rispettare gli oneri finanziari almeno fino al termine della stagione. L'obiettivo è resistere, dicevamo, perché nell'idea degli Zhang c'è la volontà di godere degli investimenti fatti finora, perché il calcio oggi è un'azienda in perdita, ma nel futuro darà ancora grossi guadagni, soprattutto se si riuscirà a costruire il nuovo stadio.
NUOVO PRESTITO - Per questo arrivano sempre più conferme sul fatto che il piano A di Suning per il presente societario non sia ancora quello della cessione né della maggioranza, né di quote societarie facente parti del 69% in possesso agli Zhang. L'obiettivo è infatti quello di tentare la via del rifinanziamento del debito, non più tramite bond o prestiti bancari, ma tramite fondi di debito come Bain Capital Credit a cui potrebbe essere dato in pegno il 30% delle quote azionarie di proprietà del fondo Lion Rock che dovranno comunque essere ritrattate nel 2022. E BC Partners? Resta sullo sfondo con la volontà di assumere il controllo della maggioranza del club. Un piano B con valutazioni troppo distanti dalla richiesta di Suning e che la proprietà cinese per ora vorrebbe proprio evitare.