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L'Inter come la Juve? No, grazie. Gli arrivi di Marotta e Conte non macchiano i nerazzurri, sempre più orgogliosi dei propri colori e della propria storia, unica e inconfondibile. L'obiettivo è sì di tornare a vincere, ma non è l'unica cosa che conta. "My way", come cantava Frank Sinatra. 

L'Inter non vuole copiare la Juve. Anzi, piuttosto è il contrario. I bianconeri continuano a sognare di riportare in Italia la Champions League, vinta per l'ultima volta dai nerazzurri nel 2010. E per farlo hanno cacciato l'allenatore campione d'Italia (Allegri), un po' come fece Moratti con Mancini per poi prendere Mourinho. 

A Torino apprezzano i calciatori che giocano a Milano. Un anno dopo aver preso Cancelo (ora tornato sul mercato), hanno provato senza riuscirci a fare altrettanto con Skriniar (blindato dall'Inter con un nuovo contratto) e adesso vorrebbero Icardi a prezzo di saldo. 
La Juve vince sempre, anche sul mercato. Se prende Chiesa, è perché lo ha soffiato all'Inter. Invece se i nerazzurri prendono Barella, è solo perché non interessa ai bianconeri... Come la favola de La volpe e l'uva

Déjà-vu finale. Portogallo-Svizzera in Nations League. Nel secondo tempo lo svizzero Zuber cade in area dopo un contatto con il portoghese Semedo. L'arbitro tedesco Brych lascia correre e sul capovolgimento di fronte fischia un rigore per il fallo di Schar su Bernardo Silva. Ma a questo punto interviene il Var e l'arbitro torna sui propri passi, assegnando il rigore alla Svizzera per il gol del momentaneo 1-1. Come avrebbe potuto fare Ceccarini in quel famoso Juventus-Inter del 1998, in occasione del fallo non fischiato di Iuliano sul Fenomeno Ronaldo.