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Incontrato il procuratore, lo stesso di Jovetic. Segnali da Nani.
Juve, mossa Ljajic.
Lo scudetto - tecnicamente - è una pratica ancora da archiviare, e celebrare degnamente, e godersi alla stregua di una grande impresa quale effettivamente è la conquista del secondo tricolore consecutivo. Che di fatto sancisce uno strapotere territoriale degno dei tempi belli. Tuttavia la Juventus, intesa come società, che non s’accontenta di trionfare in Italia e pensa anzi ai successi europei, non perde tempo e guarda al futuro. Si espone. Si attiva. Ieri in mattinata il presidente Andrea Agnelli - a margine di un evento avvenuto a Dogliani, in provincia di Cuneo - dettava la linea da seguire: «Il nostro prodotto è il gol e dobbiamo produrne uno più degli altri per ottenere il risultato finale, che è appunto il successo della squadra». E - guarda un po’ - ieri, nel pomeriggio, l’amministratore delegato Giuseppe Marotta e il direttore sportivo Fabio Paratici si davano concretamente da fare per assecondare, nei fatti, le richieste. Ad esempio incontrando Fali Ramadani , agente dei viola Stevan Jovetic e Adem Ljajic . Due che, innegabilmente, sono deputati proprio a far sì che il prodotto-gol della squadra nella quale giocano sia superiore al prodotto-gol delle altre.

KAKA’ DELL’EST - Dell’interesse della Juventus per Jo-Jo ormai si sa tutto ciò che c’è da sapere, così come è ben noto il fatto che la Fiorentina non smania dalla volontà di assecondare le speranze bianconere (che poi, in realtà, coincidono con le ambizioni del giocatore...). Oltre a lui, però, la Juventus coltiva qualche pensierino anche circa il “Kakà dell’Est”. Che è giovane, è forte, è appetibile anche da un punto di vista strettamente economico visto che ha un contratto in scadenza con la Fiorentina nel 2014 e ormai da qualche mese nicchia al momento di prolungarlo. La qual cosa, ovviamente, conferisce alle società interessate un maggiore potere di contrattazione. La prossima tappa del tour italiano di Ramadani prevede l’incontro con i vertici viola, ma chiaramente il fatto che prima l’agente si sia visto con quelli bianconeri non contribuirà a rendere idilliaco il clima...

PER IL 4-3-3 - Ljajic, classe 1991, può rientrare nella schiera di elementi in grado di fornire un quid in più alle corsie esterne della Juventus. Non è una classica ala, tuttavia Ljajic - tecnico, rapido, duttile, abilissimo a saltare l’uomo - può disimpegnarsi perfettamente nel tridente offensivo di quel 4-3-3 che tanto aveva fatto divertire lo scorso anno, portando poi alla conquista del primo scudetto dell’era Conte . Un 4-3-3 che, suo malgrado, lo Special One del Salento ha dovuto (per l’indisponibilità di Simone Pepe ) e potuto (per gli exploit di Kwadwo Asamoah e Paul Pogba ) accantonare quest’anno. Garantirebbe, Ljajic, brio ed imprevedibilità alla manovra offensiva. Per un bel po’ di anni, peraltro, vista la giovane età: 22 anni ancora da compiere.

DALL’INGHILTERRA - La Juve valuta, prende atto dei pro, dei contro. Ljajic resta comunque una delle tante ipotesi al vaglio. Ve ne sono anche di più altisonanti, ugualmente sondate da Marotta e Paratici. Tiene infatti banco, del resto, l’opzione- Nani . Uno dei pallini di Antonio Conte, uno dei giocatori ideali per il suo scacchiere tipo. Il portoghese dello United è peraltro in rotta con Sir Alex Ferguson : un suo addio da Manchester a fine stagione è dato quasi per scontato in Inghilterra, laddove l’eventualità di un trasferimento dell’esterno 26enne proprio a Torino è dato come possibile, se non addirittura probabile. E’ chiaro, però, che se i 4 - 4,5 milioni di ingaggio da versare al giocatore sono in linea con i parametri del club di Corso Galileo Ferraris, la richiesta di 20 milioni di euro per il cartellino è ritenuta fuori portata: meritevole, insomma, di essere lungamente trattata al ribasso. Tutto questo, peraltro, mentre proseguono le voci legate - e qui i ruoli si invertono - all’interesse dello United per Claudio Marchisio . Ferguson, del resto, non ha mai fatto mistero della stima che nutre per il centrocampista juventino, per le sue doti di inserimento, per il suo senso tattico.

DALLA GERMANIA - Da registrare, infine, la presa di posizione di un altro grande “sogno” di Antonio Conte. Quell’Arjen Robben che ha reso un incubo i quarti di finale della Juventus in Champions League, ma che è dato in possibile partenza dal Bayern Monaco al termine della stagione. Finito cioè nella lista dei “sacrificabili” alla luce della partenza del nuovo progetto- Guardiola . L’esterno olandese ha detto: «Spero di restare», sgombrando il campo dall’eventualità di un trasferimento al Galatasaray. Ciò che vogliono appurare in casa Juve, però, è se le ritrosie sarebbero altrettanto accentuate al cospetto della possibilità di un trasferimento a Torino...