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"Vieni a vedere la Real Sociedad, scoprirai che non si vive solo di Messi". E' finita 2-2 ma un amico spagnolo mi aveva incuriosito facendo leva anche sulla nostalgia di San Sebastian, città di nobili tradizioni basche che avevo visitato tanti anni fa in occasione di una semifinale di Coppa Campioni, come si chiamava allora. Le parole del collega non erano destinate al vento: il tecnico Imamol ha effettivamente costruito una squadra capace di muoversi tutta insieme che ha inizialmente sottomesso il Barcellona, reduce dalla passeggiata di salute di San Siro. Tempo dieci minuti ed è arrivato il fischio dell'arbitro Rojas, che non ha avuto bisogno di ricorrere al Var per sanzionare con il rigore una vistosa trattenuta di Busquets su Llorente. Oyarzabal, che a 22 anni è già il rispettatissimo capitano dei baschi, ha battuto e spiazzato ter Stegen.

Le stelle del Barcellona hanno accusato il colpo anche perché la tradizione non è favorevole all'orchestra catalana, che ha atteso tempi migliori facendo leva sulla classe del suo tridente magico. Immagino la delusione del mio amico nell'assistere alla rimonta del Barça ispirata soprattutto da Suarez, che vive uno stato di grazia particolare (ripensate al gol di tacco mostruoso della scorsa settimana). L'attaccante dal morso facile ha confezionato un assist perfetto per Griezmann, l'uomo della lametta: un altro scavetto, specialità della casa, e il pareggio ha raffreddato il golfo di Biscaglia.

Alla ripresa il Barcellona ha trovato subito il gol del sorpasso: questa volta è stato Messi a indovinare l'assist per Suarez, che ha timbrato il cartellino. Il tridente di Valverde richiama il gioco delle tre carte: carta vince, carta perde, alla fine ti frega sempre. Per non dire di quelli che arrivano da dietro come Piqué, che aveva già alzato le braccia al cielo non potendo immaginare il miracoloso salvataggio di Zubeldia a portiere battuto. Il mio amico ha invitato tutti alla cautela conoscendo il valore aggiunto dell'orgoglio basco. Oyarzabal ha scaricato un pallone a centro area sul quale ter Stegen, il portiere specialista in assist, ha sbagliato il tempo di uscita favorendo l'irruzione di Isak, lo svedese sul quale Imamol aveva investito parecchio.

Speravo di rivedere all’opera Ansu Fati, il ragazzino prodigio che ha messo al tappeto l'Inter, ma Valverde ha scelto Vidal, evidentemente convinto che portare a casa un puntaccio sia meglio che niente. La testa è da tempo al Clasico che mercoledì al Camp Nou aspetta Barcellona e Real per l’ennesima resa dei conti. Ho comunque fatto i complimenti all'amico: la Real Sociedad è un oggetto degno di essere studiato e apprezzato.