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La Lazio cade, anzi frana. A quattro giorni dal capitombolo del derby, a tre giorni dall’impegno con la Fiorentina che adesso diventa un incubo. Inzaghi chiedeva una scossa e invece il primo tempo è apparso la copia della brutta recita contro la Roma: squadra fiacca, sempre ultima sulla palla, sempre perdente nei contrasti. Eintracht in vantaggio dopo quattro minuti con una capocciata dello spilungone Da Costa (difensore di maglia, attaccante aggiunto di fatto) dopo un salto a vuoto di Milinkovic, pareggio laziale al 23’ con una bella trama Leiva-Immobile-Correa-Parolo facile facile col piattone e come domenica scorsa secondo gol degli avversari a stretto giro, cinque minuti, timbrato da Kostic ma soprattutto da Wallace che ha bucato il pallone lavorato poi da Haller e Gavinovic.

Nomi poco popolari, ma sembravano marziani. Lazio in bambola, lenta, imprecisa nel palleggio, avvitata in se stessa. Si dava da fare Correa, ma dribblomane all’eccesso, falloso persino Leiva, Basta perdeva tutti i duelli con Kostic. E allora impugnava il randello: fallaccio su Falette, sciocca trattenuta su Kostic che stava uscendo dalla propria area nel recupero del primo tempo: rosso. Immagino il furore di Inzaghi nello spogliatoio. Verso orecchie sorde, però. Al rientro in campo Lazio col 4-4-1, ma non si scompone. In apertura Jovic fallisce d’un soffio il 3-1 ma al 51’ lo azzecca da campione, pallonetto sull’uscita di Proto a conclusione di un contropiede di Haller a difesa scoperta. La partita finisce dopo 58 minuti, col rosso diretto (esagerato) per Correa su de Guzman, vecchia conoscenza del nostro campionato (Napoli, Carpi, Chievo). Ciao Lazio, in undici contro nove i tedeschi giocherellano contro un avversario che sogna solo il fischio finale segnando il quarto gol ancora con in travolgente Da Costa all’ultimo minuto del recupero.

Bruttissima Lazio, dominata in ogni angolo del campo, contro una squadra di metà classifica ma col titolo di Campione di Coppa dopo avere battuto il Bayern lo scorso maggio. Formazione veloce, grintosa nel suo magnifico stadio allestito da un bravissimo coreografo, con Haller che pareva bravo come il omonimo Helmut, romanista e juventino degli anni 60/70. Imbarazzante negli schemi, nell’applicazione, nelle gambe e nella testa. Milinkovic sta diventando un caso: non azzecca un passaggio, non protegge e non attacca. Il rinnovo a tre milioni e passa pare avergli tolto stimoli. Al contrario di Immobile che lui i soldi se li suda comunque. Scatti a ripetizione, rincorse: nel finale ho pensato “ma chi te lo fa fare, c’è la viola alle porte. Ma io credo che Ciro si dannerebbe l’anima anche in una partitella di cortile. Peccato, Inzaghi ha rovinato l’en plein, la sua è l’unica squadra italiana non vincente nella settimana. Il futuro di questa Lazio ha tantissime sfumature di grigio che danno sul nero.

IL TABELLINO

Eintracht Francoforte-Lazio 4-1 (primo tempo 2-1)


Marcatori : 4' pt, 48' st Da Costa (E), 23' pt Parolo (L), 28' pt Kostic (E), 7' st' Jovic (E)

Assist: 4' pt de Guzman (E), 23' pt Correa (L), 28' pt Gacinovic (E)

Eintracht (4-4-2): Trapp; Da Costa, Hasebe,  Russ, Falette; Gacinovic, de Guzman (42' st Stendera), Torro, Kostic (33' st Tawatha); Haller, Jovic (23' st Rebic). All. Hütter

Lazio (3-5-1-1): Proto; Luiz Felipe, Acerbi, Wallace; Basta, Parolo, Leiva (31 st Luis Alberto), Milinkovic (19 st Berisha), Durmisi (18' pt Lulic); Correa; Immobile. All. Inzaghi

Arbitro: Serdar Gözübüyük (NED)

Ammoniti: 21' pt de Guzman (E), 23' Trapp (E), 36' pt Basta (L), 46' pt Russ (E), 34' st Kostic (E), 36 st Immobile (L)

Espulsi: 48' pt Basta (L), 14' st Correa (L)