176
L’Inter ha perso un’occasione. Ma, per come vedo il calcio, anche la Roma l’ha persa. Solo che gli uomini di Conte non sono riusciti a sfruttare la partita e le opportunità, quasi tutte regalate dalla volontà di costruire basso di Fonseca. I giallorossi, invece, non hanno avuto la possibilità di giocare con Dzeko dall’inizio e, possibilmente, non reduce dall’influenza: avrebbero potuto far male all’Inter se il bosniaco fosse venuto a cercare palla fuori dall’area, favorendo gli inserimenti di Pellegrini (pallido), Mkhitaryan (insufficiente) e, soprattutto, di Zaniolo, schierato centravanti effettivo, in un ruolo che, nonostante l’impegno, non può e non sa fare.

E’ finita senza gol (prima volta per l’Inter in questo campionato) ed è una sorpresa perché Lautaro e Lukaku le opportunità le hanno avute, ma questa volta hanno mancato gol facili o possibili. L’Inter, però, non si è inceppata, ha solo trovato un avversario preparato e tecnicamente mirabile nel palleggio, che ha fatto una sorta di opposizione attiva. Prima pressando, poi contrastando con tempismo, infine opponendosi con la forza di Smalling su Lukaku e di Mancini su Lautaro Martinez. L’equilibrio non si è mai rotto, ma le possibilità di segnare le ha avute solo l’Inter. Certo, ha costruito meno del solito, quasi mai per vie laterali perché gli esterni della Roma, Spinazzola (sostituto di Santon dal primo quarto d’ora) e Kolarov, costringevano all’arretramento Candreva a destra e Biraghi a sinistra.

A centrocampo, al contrario di quanto si pensava, il centrale è stato Brozovic, con Vecino mezzala destra e Borja Valero mezzala sinistra. I tre hanno cercato spesso la verticalizzazione delle punte che, però, si sono mosse poco e mai in sintonia. L’Inter ha prodotto poche azioni in tutta la partita, ma ha ricevuto tre giganteschi regali dagli avversari. Il primo (al 6’) da Veretout che nel tentativo di giocare palla all’indietro ha servito un assist prelibato a Lukaku. Il tiro del centravanti belga è stato prontissimo, ma la deviazione a mano aperta di Mirante (sostituto dell’infortunato Pau Lopez) ha meritato ammirazione e applausi. Nel finale di tempo (41’ e 43’) altri due omaggi in fotocopia. Sulla palla persa da Perotti, Smalling si è opposto splendidamente a Vecino. Sul rinvio corto di Mirante (unico errore del portiere), Lukaku non ha concluso, è arrivato Brozovic e, all’altezza dell’area del portiere, ha calciato alto.

Nonostante tutta questa dissipazione, a fare la partita è stata la Roma, soprattutto con la prevalenza di Diawara (quasi perfetto) e di Veretout, assistiti dall’attività di Spinazzola e Kolarov. A pochi secondi dalla fine del primo tempo, Lazaro è entrato al posto di Candreva, contuso e fuori dal gioco. Così, alla ripresa, l’Inter poteva contare su un attaccante (Lazaro appunto) che difendeva male. Fortuna dell’Inter che Kolarov è calato alla distanza. L’intenzione dei nerazzurri di vincere la partita c’era tutta, è mancata la precisione. Dopo un’altra deviazione di Mirante su conclusione aerea, di collo piede, di Vecino, l’Inter ha cercato Lautaro in molti modi, cioé sia con i cross (Vecino), sia con i lanci (i difensori). Spinazzola ha sbrogliato davanti a Mirante (pallone sotto l’ascella che ha fatto protestare gli interisti) una possibilità che Lautaro si era costruito vincendo forse l’unico duello con Mancini. Poi, nel finale, ancora Lautaro ha mancato il tocco da due passi, sbilanciato da Mancini.

In tutto ciò Fonseca non si è scomposto. Quando ha fatto entrare Dzeko per Perotti (male) si è affidato a qualche lancio del portiere, ma per il resto ha voluto che i suoi cominciassero l’azione dal fondo in modo da distendersi in campo aperto quando uscivano dal pressing interista. L’operazione è riuscita spesso, ma è mancata la forza e la lucidità per affondare il colpo. In una sola circostanza, Pellegrini ha avuto la palla buona al limite dell’area in una sorta di ripartenza. Stolidamente, però, ha cercato un filtrante su Dzeko (coperto), anziché servire Zaniolo largo a destra (con l’ingresso di Dzeko l’ex interista era scalato nella linea dei tre dietro la prima punta). E’ stata la partita delle buone intenzioni, ma lo spettacolo è stato ridotto. L’Inter, ben lungi dall’accontentarsi, ha allungato sulla Juve (più due), mentre la Roma prosegue la sua striscia positiva nella consapevolezza di essere squadra sempre, cioé anche quando mancano titolari importanti. Non vincerà lo scudetto (quello sarà dell’Inter), ma entrerà di certo in Champions League.


 
Inter-Roma: 0-0
Inter: Handanovic; Godin, de Vrij, Skriniar; Candreva (dal 46’ p.t. Lazaro), Vecino, Brozovic, Borja Valero (dal 27’ s.t. Asamoah), Biraghi (dal 43’ s.t. D’Ambrosio); Lukaku, Lautaro.
Roma: Mirante; Santon (dal 16’ p.t. Spinazzola), Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Mkhitaryan (dal 44’ s.t. Florenzi), Pellegrini, Perotti (dal 23’ s.t. Dzeko); Zaniolo.
Ammoniti: Godin (I) Lazaro (I), Mancini (R), Brozovic (I)
Arbitro: Gianpaolo Calvarese (della Sezione di Teramo)
V.A.R.: Mazzoleni; A.V.A.R.: Paganessi