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Codice etico Italia: se fai tardi all’allenamento e a pranzo, allora vieni escluso dalla nazionale perché la colpa (evidentemente) è grave; se invece simuli e, in modo piuttosto vile, determini l’espulsione di un avversario, allora nessuno ti dice nulla.

Così accade dalle parti di Mancini. Il quale - forte con i deboli - ha fatto fuori dalla nazionale Kean e Zaniolo per un paio di ritardi in occasione degli Europei Under 21 di giugno. E tutti ad applaudire lui e la Federazione: bravi, è così che si dà l’esempio. Poi Bonucci fa finta di essere colpito da una gomitata di un giocatore dell’Armenia, gesto riprovevole per tutti e soprattutto per chi è capitano dell’Italia, e sapete cosa accade? Niente.

Debole con i forti, Mancini ha dato una spiegazione inaccettabile all’episodio: “Non l’ho rivisto, avevo altro da fare”. In 48 ore non ha trovato 30 secondi per assistere alla sceneggiata del suo capitano: visto che lo pagano per fare il ct, non è un bel messaggio. E se l’è cavata così: “Deve fare più attenzione”.

In realtà è Mancini che deve fare più attenzione. E, soprattutto, essere più equo. Ma c’è bisogno che anche la Federazione dia un segnale. Invece, silenzio. Alzare la voce con Kean e Zaniolo è meglio. E, soprattutto, è più facile. Cacciare Bonucci dalla nazionale, o al limite togliergli la fascia, sarebbe stato impegnativo. Oltre che giusto, ma quello non conta.

@steagresti