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Non è assolutamente passata la burrasca in casa Napoli. Oltre alla posizione di Carlo Ancelotti, che rimane sotto osservazione a causa dell'assenza di gioco e risultati, resta tuttora in sospeso la questione che ha contrapposto la squadra al presidente Aurelio De Laurentiis per quanto concerne il famoso ammutinamento e le multe comminate nei confronti dei calciatori. Secondo quanto riferisce La Repubblica, nemmeno l'incontro a Castel Volturno di venerdì scorso è servito a riportare il sereno e a tranquillizzare i giocatori, che temono che il promesso sconto sulle sanzioni economiche possa non arrivare.

I GIOCATORI NON SI FIDANO - Nello specifico, il sospetto più forte è legato al fatto che provvedendo al pagamento di quanto richiesto (il 25% delle rispettive mensilità lorde, il 50% per Allan e Insigne) potrebbe essere rappresentato da De Laurentiis come un'ammissione di colpa. Un'eventualità che potrebbe innescare a quel punto la richiesta risarcitoria da parte della proprietà del Napoli per i danni di immagine arrecati, per un importo che si aggirerebbe complessivamente sui 7-8 milioni di euro e che supererebbe di gran lunga i 2,5 derivanti dalle sole multe.

PRONTO IL RICORSO - Per questo motivo, i calciatori del Napoli, che si sono già rivolti al sindacato che li rappresenta, sono sempre più intenzionati a fare ricorso contro i provvedimenti varati nei loro confronti e ad affidare il mandato agli avvocati Luca Albano e Luciano Malagnini di difendergli presso il Collegio Arbitrale. La composizione di quest'ultimo e l'incontro tra gli arbitri determinati dalle due parti dovrebbero incontrarsi prima di Natale e i giocatori, che non si presenteranno, avrebbero convocato il tecnico Carlo Ancelotti, il ds Giuntoli e il team manager De Matteis come testimoni, per dimostrare di aver ottemperato nei giorni successivi all'ammutinamento ai loro doveri, presentandosi regolarmente agli allenamenti.