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Perfetto, essenziale, letale. Per spiegare perché Darwin Nunez è l’attaccante ideale per il Milan (e per qualunque altra big europea) basterebbe mostrare il gol segnato (e annullato) nel Classico contro il Porto, non una partita qualsiasi ma lo scontro più sentito di tutti in Portogallo, dopo il quale il Benfica ha visto i rivali festeggiare il titolo nel proprio stadio. Darwin parte sul filo del fuorigioco, brucia Pepe, stoppa il lancio con una delicatezza che gli consente di avere subito il pallone a disposizione per sterzare e mettere a sedere Mbemba (l’altro centrale), poi alza la testa e batte il portiere Diogo Costa con un destro che si insacca esattamente nell’angolino opposto: perfetto, essenziale, letale. Certo, un gol (che poi è stato annullato per fuorigioco di due centimetri, contati) è solo un gol, per quanto rappresentativo. Allora proviamo ad essere più esaustivi.

LE CARATTERISTICHE TECNICHE - Da quando è esploso in patria col Penarol, Darwin Nunez si porta dietro un soprannome pesante, quello di nuevo Cavani. Non ha, però, né l’eleganza né lo sguardo assetato di sangue del Matador. Non ha nemmeno il sinistro, talvolta vellutato, altre volte chirurgico, altre ancora esplosivo dell’ultimo grande centravanti del Benfica, Oscar Cardozo. Il suo destro, pur tecnicamente impeccabile, non ruba l’occhio. Sì, a volte regala qualche tiro a giro da fuori o qualche scavetto da dentro l’area, ma Darwin Nunez è altro: è strapotere fisico e caratteriale. È affermazione della volontà, in entrambe le fasi, offensiva e difensiva. Quando decide di partire, straripa, a forza di spallate e strappi. Quando arriva davanti al portiere, segna. Durante la partita fa di tutto per rendersi utile: viene incontro, difende palla, si butta in profondità, pressa a tutto campo, rientra in difesa. Quando Verissimo fa entrare Yaremchuk al posto di Gonçalo Ramos, Nunez si sposta sull’esterno e anche da lì crea occasioni per i compagni. Se c’è bisogno fa anche il terzino alla Eto’o. Anche quando rimane un po’ nascosto, apparentemente sovrastato dalla difesa avversaria, determina. Lo dicono i numeri, non solo i fatti.
PERFETTO PER PIOLI – 26 reti in 27 partite di campionato (ne manca ancora una), gli varranno il titolo di capocannoniere della Liga NOS, davanti al centravanti del Porto Taremi. I 6 in 10 partite in Champions l’hanno rivelato al mondo intero. In stagione, contando tutte le competizioni, sono 34 in 40 partite, se a questi aggiungiamo anche i 4 assist giungiamo alla facile conclusione che la sua sola presenza in campo porta quasi un gol a partita, qualunque sia il match in questione. I numeri fanno da garanzia, ma sono le sue caratteristiche a dire perché sarebbe perfetto nel sistema di Pioli. Il suo strapotere in ripartenza, la sua capacità di giocare in velocità, la sua voglia di pressare tutta la linea difensiva avversaria (come peraltro fa anche Giroud), la sua abilità a segnare sia di testa che di piede, il suo raro senso della profondità lo rendono il numero 9 perfetto, la ciliegina sulla torta di un Milan che, con Pioli al timone, è già tornato competitivo ad alti livelli ed ora vuole farlo ad altissimi. Inoltre, la sua disponibilità a fare l’esterno lo rende anche compatibile con l’attuale numero 9 rossonero. Infine, una delle poche cose che al Milan sono mancate con continuità in questa stagione sono i gol. Ecco, Nunez segna tanto, sempre in campionato, spesso in Champions ed è proprio la dimensione europea quella che i rossoneri vogliono ritrovare.

LA CONCORRENZA – Il prezzo fissato dal Benfica è alto, almeno 70 milioni, ma ancora più alta e agguerrita sarà la concorrenza, d'altronde si parla di uno che in questa stagione si è affermato come uno dei migliori centravanti in Europa e lascia intravedere le potenzialità per arrivare davvero fra i primissimi. Lo vogliono tutte le big europee che sono alla ricerca di un numero 9: Barcellona, Atletico Madrid, Bayern Monaco, Psg, Manchester United e Liverpool. Fra queste c’è anche il Milan, che si augura, nel caso si cui completasse il passaggio di proprietà, di poter competere economicamente con queste superpotenze. Maldini e Massara ne sono rimasti colpiti e vorrebbero regalare un grande colpo in grado di scaldare la piazza come ai vecchi tempi, quando l'attuale direttore dell'area tecnica accoglieva, da calciatore e da capitano tutti i grandi acquisti messi a segno da una società che non si accontentava mai.