Cosa ne pensi di Luka Modric? "Ho già detto molte volte che Modric è fantastico. Attualmente è uno dei migliori giocatori al mondo. Se Luka fosse tedesco o spagnolo, sarebbe sempre tra i tre migliori giocatori e potrebbe vincere il pallone d'oro, ma la Croazia è un paese più piccolo che riceve meno attenzione". Parole e musica di Dejan Lovren, difensore della nazionale di Dalic, il quale non può far altro che elogiare il suo capitano e numero 10, la perla di Zara, con tutta probabilità il calciatore croato più forte di sempre. Come un novello Re Mida, in questa stagione tutto quello che tocca diventa oro: terza Champions League di fila con il suo Real Madrid e inizio di Mondiale da assoluto protagonista per il classe '85. 

Come sembrano lontani i tempi degli esordi a Zara, quando a soli 16 anni Modric illuminava i campi croati, venendo anche insignito a 18 anni del premio di Miglior giocatore del Campionato della Bosnia/Erzegovina. Dopo quell'esperienza, il talento croato afferma: "Se qualcuno è in grado di giocare nel campionato bosniaco può giocare ovunque". Il resto è storia: Dinamo Zagabria, Tottenham e Real Madrid, sempre da protagonista, sempre a testa alta, sempre baciato dal Dio pallone. Tecnica abbinata a personalità da leader, visione di gioco, balistica sensazionale, corsa: Modric è forse il miglior interprete del ruolo del centrocampista moderno, del "volante" capace di svolgere al meglio sia il ruolo  di "frangiflutti" in grado di interrompere l'azione altrui ma anche di magnifico "costruttore" di gioco.
Un numero 10 del 2020, un numero 5 del 1990: trent'anni di storia, sua e del suo paese, capaci di rivoluzionare il passato, di creare una scuola e una nazionale che può veramente sognare in grande nella rassegna iridata di Russia. Venti anni dopo i Suker e i Prosinecki e quel fantastico bronzo alla prima partecipazione a un Mondiale, un'intera terra è aggrappata ai fantastici piedi di Modric: e se sarà Mondiale, non potrà non essere Pallone d'Oro. Per quello che ha fatto e farà, nel calcio e nella vita. Perché non serve essere tedeschi o spagnoli, se si ha il calcio dipinto nell'anima. 

@AleDigio89