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Il Guardian, che ha inserito il suo nome nella lista dei 60 migliori 60 talenti del 2003, lo ha già etichettato come il "Messi d'Austria: lui è semplicemente Yusuf Demir e già nella passata stagione si è fregiato del titolo di più giovane esordiente in Bundesliga nella storia del Rapid Vienna. Trequartista, all'occorrenza falso nueve grazie alla buona fisicità di cui madre natura lo ha dotato insieme a un talento cristallino, nella sconfitta contro il Gent dello scorso 15 settembre (terzo turno di qualificazione) è diventato anche il più preoce calciatore austriaco a segnare in una partita di Champions League.

C'E' LA JUVE - Record su record, numeri e colpi da predestinato che lo hanno prontamente messo nel mirino delle principali formazioni europee, dalle big di Premier League, a Bayern e Borussia Dortmund passando per la Juventus. Il Rapid, sempre attento alla crescita dei prodotti del suo settore giovanile, ha capito immediatamente l'antifona e ha prontamente rinnovato il contratto di Yusuf Demir fino a giugno 2022, in previsione di un utilizzo sempre più importante e di una cessione remunerativa al momento opportuno. Mancino naturale, grandi proprietà tecniche che emergono sia nella conduzione della palla, che al momento della rifinitura e nell'uno contro uno; completano il repertorio una grande facilità di tiro dalla distanza e la balistica nei calci piazzati.
COME FIRMINO - Ha la giocata ad effetto nelle sue corde e ama essere al centro della manovra, portando spesso il pallone e cercando il dialogo coi compagni, un segnale di forte personalità e maturità nonostante la giovane età. Oltre alle performance a livello di club, è diventato ben presto anche un punto di riferimento della nazionale austriaca Under 21 e, in virtù delle sue origini, viene costantemente monitorato dai vertici della federcalcio turca in chiave futura. Certamente prematuri gli accostamenti con Messi e ancora da testare sui grandi palcoscenici, Demir può essere paragonato per qualità e versatilità a Roberto Firmino del Liverpool.