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Il 15esimo risultato utile consecutivo della Juventus è una vittoria importantissima perché il 3-1 rifilato alla Sampdoria in trasferta a Marassi è una prova di maturità importante per il proseguo di un campionato in cui i bianconeri sono parte attiva per tutti i traguardi. Sì, anche lo scudetto perché la doppietta di Morata (uno su rigore) e l'autogol di Yoshida che rendono inutile il gol di Sabiri, portano i ragazzi di Massimiliano Allegri a -4 dalla vetta della classifica aspettando il risultato del Milan di questa sera.

Nel prepartita Locatelli aveva annunciato che sarebbe stata una partita “maschia” e tatticamente intensa e infatti così è stata per larga parte dei primi 20 minuti con la Juventus pronta ad accelerare in verticale e la Sampdoria vogliosa di schiacciare gli avversari nella propria metà campo. Poche occasioni e qualche errore di troppo hanno tenuto a lungo la gara in equilibrio, ma come spesso accade ai bianconeri è un episodio a sbloccare la gara: Cuadrado al 23' si lancia in contropiede e mette in mezzo all'area un tirocross per Kean su cui interviene goffamente Yoshida mandando la palla alle spalle di Falcone per l'1-0 ospite.

Un gol che non piega la Samp che con Candreva e Sensi va vicina al gol costringendo Szczesny al doppio intervento a terra. Anche questa volta però, nel momento migliore della Sampdoria, è la Juventus a sfruttare una ripartenza e trovare il secondo episodio decisivo della gara: Locatelli lancia in verticale Kean che entra in area a contatto con Colley e cade convincendo Valeri a concedere un rigore generoso. Dal dischetto va Morata che non sbaglia e raddoppia abbattendo nel morale la Samp, questa volta sì, che non riesce a reagire prima dell'intervallo.

Nella ripresa i padroni di casa si scuotono e vanno più volte vicino al gol, prima con Yoshida, che di testa su corner manda la palla a lato di poco e poi con Caputo che sfiora l'eurogol al volo sfiorando il palo. Allegri cambia e sceglie Vlahovic, ma sono quelli di Giampaolo che prova le carte Sabiri e Giovinco a ottenere risultati perché la Samp guadagna ulteriormente campo e trova al 73' anche l'occasione più grande per riaprire la gara: Rabiot ferma di braccio in area un cross di Candreva col var che conferma il calcio di rigore che però lo stesso Candreva si fa parare da Szczesny. Il gol è però nell'aria e arriva poco dopo con Sabiri che si conquista e calcia una punizione dal limite trovando la deviazione vincente di Morata in barriera per il 2-1.

Speranze ritrovate e voglia di crederci dei blucerchiati si spengono però soltanto 3 minuti dopo, all'88' quando Locatelli sganciatosi in attacco crossa sul secondo palo trovando la testa di Morata che, complice un intervento goffo di Falcone, segna il gol del 3-1 che chiude la gara. La Juve non brilla, non ancora, ma vince con merito e rianimando anche un attacco che sembrava apatico mostra una maturità importante e manda un segnale al campionato. Sì perché la vittoria, il 15esimo risultato utile consecutivo, porta Allegri addirittura a -4 dalla vetta.