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     Sampmania: siamo un bellissimo e fragilissimo giardino zen, e siamo liberi

    Sampmania: siamo un bellissimo e fragilissimo giardino zen, e siamo liberi

    • Lorenzo Montaldo
    Siamo sicuri? E’ tutto vero? Siamo davvero a 40 punti, per la prima volta in stagione in piena zona playoff? Sul serio abbiamo vinto una partita a cinque minuti dalla fine, rubacchiando pure qualcosa? Sono fermamente convinto che questo campionato in realtà sia tutto un sogno. Non trovo altra interpretazione plausibile per mettere insieme la sfilza di situazioni bizzarre e incredibili capitate nelle ultime 30 giornate. 

    Un mese fa eravamo sull’orlo del baratro, ora intravediamo là in fondo il Paradiso. Tra qualche minuto ci sveglieremo, e ci accorgeremo in realtà di trovarci alla mattina del 31 maggio. Manfredi avrà appena salvato la Sampdoria, e dovremo ancora iniziare a pensare ad allenatori, ds e giocatori. Soprattutto scopriremo di avere tutti i giocatori intatti, senza problemi fisici, pronti a performare e ad inseguire il sogno di un ritorno immediato in Serie A per la Samp.

    E’ sorprendente come, per la seconda volta in due incontri, la Samp abbia saputo ribaltare una gara la cui inerzia pareva incanalata su binari preoccupanti. Fiutavo già la fregatura, la beffa dell’ultimo secondo, il gollonzo da 35 metri a cui ormai siamo abituati, assuefatti dopo anni di sofferenza. Invece abbiamo iniziato a riprenderci un po’ dei punti lasciati per strada, e diciamocelo, quanto è piacevole?

    In copertina va Stankovic, ovviamente, per aver saputo tenere a galla il Doria nel momento più difficile, e con lui c’è Kasami, ma un riquadro in prima pagina secondo me tocca a Pirlo. Il gol è arrivato dopo una serie splendida di tocchi di prima, tutti in verticale, ed è frutto pure dei cambi operati dal mister. Ha dosato le forze, gli elementi, ha operato le sostituzioni con un tempismo perfetto, insomma, è stato proprio bravo. Anche perché bisogna sempre ricordarsi che l’allenatore doriano sta lavorando da mesi con un delicatissimo giardino zen, alla ricerca di un equilibrio bellissimo ma fragilissimo. Basta uno sbuffo di vento per far crollare tutto, e noi siamo stati investiti da una bufera, con raffiche ai 130 chilometri orari. Essere ancora in piedi è un miracolo. 

    Bari-Sampdoria può essere stata davvero la prima pietra del nuovo corso. Non è una frase fatta, è una constatazione. Non la avvertite anche voi questa sensazione di leggerezza, di primavera? In settimana ci siamo liberati di una presenza infestante, un’ombra indefinita che pesava sulle nostre spalle. La condanneremo alla damnatio memoriae, ma le cicatrici resteranno per sempre, come monito di ciò che è stato. Mi rifiuto di credere sia un caso: nella settimana dell’addio del Nerone che aveva provato a bruciare la Sampdoria, la Sampdoria torna per la prima votla in una posizione da cui quantomeno si intravedono le stelle. E se la notte stesse finendo?
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