30
Chi l'avrebbe mai detto. I 90 minuti di martedì sera contro l'Olympiacos, i più difficili della nuova gestione tecnica, hanno sancito l'amore tra Allegri e la Juventus. L'avventura in bianconero dell'allenatore livornese non era cominciata nel migliore dei modi: lo scorso 16 luglio, il giorno del suo arrivo a Vinovo, la sua auto venne presa a 'manate' in un'accoglienza gelida e diffidente, con i tifosi sul piede di guerra per l'addio di Conte. Allegri ha accettato ogni sfogo, ha messo alle spalle ogni insulto, si è rimboccato le maniche e dopo tre mesi di duro lavoro, poche parole e tanto rispetto, è riuscito a far scoccare la scintilla. 

IL MODULO -  La sua pazienza e la sua applicazione sono state premiate: gli infortuni, che hanno martoriato la rosa bianconera, lo hanno obbligato a temporeggiare e a continuare con quel 3-5-2 di matrice contiana, che cominciava però a stare stretto ai giocatori. Martedì la svolta: difesa a quattro e rombo in mediana, meno palleggio, più dinamismo e propensione offensiva. Un atteggiamento che, secondo l'Allegri pensiero, in Europa ha sempre portato più punti.
IL TWEET - L'ex allenatore di Cagliari e Milan ha sempre preferito i fatti alle parole. Vincere è stata fin da subito la strada migliore per rispettare gli esigenti tifosi della Juve e per dare continuiità alle vittorie raccolte nelle tre stagioni passate. Poi quel tweet, dopo la vittoria contro i greci, che è arrivato dritto al cuore del tifo bianconero, certificandone la fusione: "L'abbiamo vinta tutti assieme, soffrendo come gruppo con i nostri fan. Ora dipende tutto da noi, possiamo puntare al primo posto. #fiuuu". Allegri ora non è solo accettato e ben voluto dai tifosi, è uno di loro.

MAI COSì BENE - L'esordio sulla panchina bianconera è stato il migliore di sempre per il tecnico livornese: quattordici partite ufficiali, dieci vittorie, un pareggio e tre sconfitte per il livornese. Meglio  persino del 2010-2011, quando, da allenatore del Milan, conquistò il suo primo Scudetto. Ora per Allegri è arrivato il momento delle conferme. Con il Parma, domenica, darà continuità al 4-3-1-2. Dopo aver lasciato il suo marchio in Champions, la nuova Juve cerca conferme in campionato.