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  • Udinese, Cannavaro: 'Serve fame, bisogna dare di più. Aspetto mentale fondamentale. Modulo? Cambio per...'

    Udinese, Cannavaro: 'Serve fame, bisogna dare di più. Aspetto mentale fondamentale. Modulo? Cambio per...'

    Giornata di presentazione per Fabio Cannavaro. L’ex difensore e capitano della Nazionale campione del mondo 2006 è intervenuto in conferenza stampa per rispondere alle domande dei cronisti all’indomani dell’ufficialità dell’incarico di allenatore della prima squadra dell’Udinese.

    Cannavaro guiderà i friulani negli ultimi cinque turni di questo campionato, più gli ultimi 20 minuti scarsi della sfida da concludere con la Roma giovedì, con l’obiettivo di raggiungere l’obiettivo salvezza.

    NIENTE PAURA - “Ringrazio la società che mi ha dato questa possibilità di essere qui. Mi sono sentito con mister Cioffi che ringrazio per lo sforzo che ha fatto fino a ieri. Sono cose che capitano tra noi allenatori. Oltre alla grande voglia ci sono delle difficoltà, è una squadra con molti giocatori che parlano diverse lingue e la comunicazione è fondamentale. Però chi gioca a calcio sa che la lingua è una. Non bisogna aver paura, perché nelle ultime prestazione non è sembrato un problema fisico ma mentale. Sono arrivato ieri e oggi abbiamo fatto il primo allenamento per preparare i 20 minuti con la Roma. L'aspetto psicologico è fondamentale e c'è da far capire a loro che la storia di questa società è importante con una tifoseria che gli sta dietro. Ci sarà da sbagliare il meno possibile per arrivare al nostro obiettivo per salvarci”. 

    CONOSCO LA SERIE A - “Quando ti chiamano delle società è difficile dire di no. La storia quando fai una scelta è importante e l'Udinese ha la storia di una società serie dove puoi venire e lavorare. Sono state ore intense, è venuta così veloce questa cosa che era giusto però accettare. Il momento è complicato ma non ci penso, andiamo avanti partendo dalla base che questa squadra pur avendo avuto tanti problemi ha qualità tecniche e umane che possono far ben sperare. Questo aspetto mi ha convinto ad accettare senza ripensamenti. Conosco la Serie A e quando ho visto questi giocatori gli ho detto che se aspettiamo di non subire gol non ce la faremo. Dobbiamo fare qualcosa in più perché quattro partite sono poche per accontentarsi dei pareggi. Dobbiamo alzare l’asticella”.

    ASPETTO MENTALE - “Chi conosce un po' di calcio sa cosa possono dare questi giocatori. La paura nei minuti finali li ha fregati quando bisogna alzare l'asticella dell'attenzione per portare il risultato a casa. Quando non lo fai è solo mentale. Il mio calcio era diverso da questo di oggi, siamo tutti convinti che sia un aspetto mentale e dobbiamo lavorare su questo. C'è da lavorare sull'aspetto fisico e tattico. L'aspetto mentale è fondamentale, è una squadra che ha subito poco perché stava spesso dietro la linea della palla. Dobbiamo cercare però soluzioni in più, soprattutto in fase offensiva per avere maggiore tranquillità”.

    ESORDIO CONTRO DE ROSSI - “Il calcio è bello per questo perché ti regala emozioni e ti dà la possibilità di incontrare vecchi amici e vivere momenti del tuo passato. Però credo che la cosa più importante siamo noi perché sono partite fondamentali. Dobbiamo ragionare con un concetto di fame e attenzione superiore a tutto. Con la Roma ce la dobbiamo giocare perché a differenza delle altre volte negli ultimi 20 minuti non sei stanco. Anche loro verranno qui per provare a vincere e mi aspetto una gara vera”. 

    LA SQUADRA - “Non l'ho mai vista dal vivo ma è chiaro che Samardzic è il giocatore con maggiore qualità che abbiamo. Quest'anno sta trovando maggiore difficoltà ma è normale perché quando ti conoscono è più difficile. Ma anche lo stesso Lucca che ho visto in Nazionale è un ottimo giocatore. Il tempo è poco e dobbiamo concentrarci su quelle che sono le cose più importanti che ci sono in questo momento. Non possiamo pensare a livello individuale, se uno non corre dobbiamo trovare soluzioni diverse però meglio averla. Capitan Pereyra? Ho la riunione adesso (ride ndr.). Oggi vorrei parlare a livello individuale con tutti quanti perché più informazioni riesco ad avere dai giocatori e meglio è. Non abbiamo tanto tempo per lavorare e il fatto di poter lavorare con i leader aiuta di sicuro”. 

    MAESTRI - “Lippi e Capello erano due grandi gestori, che hanno fatto la storia del nostro calcio. Mi auguro di aver preso un pezzettino da ognuno che ho avuto come i vari Zoff, Malesani, Zaccheroni e Trapattoni per cercare di trasferirle ai miei giocatori. Tutti pensiamo alla tattica e alla tecnica ma sono ragazzi giovani con cui a volte ci vuole il bastone e a volte la carota. Bisogna fargli capire dove sono e penso che la gestione del gruppo sia la cosa più complicata”. 

    MODULO - “Sono sempre stato affezionato al 4-3-3 perché è un sistema che mi piace più vedere però è normale che ci sono delle situazioni in cui bisogna cambiare per andare su delle certezze che loro hanno. Questa è una squadra che comunque possa fare più situazioni di gioco e può cambiare schieramento in fase di possesso e di non possesso. Dovremo essere bravi a tirare fuori queste qualità importanti che hanno”.

    SOFFRIRE - “Dovremo fare la corsa su noi stessi. Se siamo conservativi richiamo di bruciarci. Dobbiamo capire che ci sono a disposizione dei punti e ogni partita la dobbiamo affrontare come una finale e le finali non si giocano ma si vincono. Ci saranno dei momenti in cui bisognerà soffrire e altre in cui avremo la palla e dovremo fare male all'avversario. Le migliori squadre al mondo hanno nei 90 minuti dei momenti in cui dovranno difendere”. 

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