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Quel giorno di metà maggio di un anno e mezzo fa il patron viola Andrea Della Valle lasciava la tribuna stampa del 'Franchi' al quindicesimo del primo tempo di un bruttissimo Fiorentina – Cagliari. I pochi spettatori di quell'ennesimo scempio calcistico realizzato grazie al lavoro egocentrico di dirigenti incapaci e, presuntuosi, stavano offendendo il giovane imprenditore marchigiano, sputando cattiverie senza sosta e offese anche nei confronti di giocatori, staff tecnico e societa' gigliata assortita. Ripensare a quel pomeriggio, in cui qualcuno anche penso' che l'avventura dei Della Valle con Firenze fosse ai titoli di coda, fa quasi sorridere allo stato attuale delle cose. Eppure qualcosa è cambiato, e non solo nei risultati. Sembra quasi retorica scriverlo ma la Fiorentina che batte la Juve, toccando il cielo con un dito, con estasi ancora oggi presente nei cuori ed in ogni singola cellula del corpo dei tifosi viola, e' merito dell'amore. Poteva trovare mille scusanti Andrea Della Valle per abbandonare la scialuppa, salutare tutti e dire:'Grazie fiorentini, arrangiatevi'. Invece il classe '65 di Sant'Elpidio a Mare, nonostante tante amarezze, l'inchiesta di Calciopoli su tutte, con il suo nome ingiustamente finito insieme ad una serie di personaggi del pallone italico, dal dubbio valore morale; ed un grave lutto in famiglia (il cugino Oscar Micucci), ha preso per mano la sua creatura e dandogli amore, l'ha riportata in paradiso.

Finalmente libero dal controllo da fratello maggiore che proprio il primogenito di Dorino Della Valle, Diego, gli aveva messo addosso negli anni difficili della gestione Corvino, il patron gigliato ha fatto tabula rasa di chi aveva fatto vergognare Firenze ed i suoi tifosi, comprendendo, giustamente, che chi gli aveva mancato di rispetto in quel pomeriggio di fine campionato contro il Cagliari, altro non voleva che lui tornasse ad essere il capitano della riscossa. Perchè Firenze è brontolona ma anche genuina, e dove vede amore, sa ricambiare in maniera esponenziale in affetto. Andrea Della Valle ha fatto cio' che il tifoso viola, sofferente in quel biennio estate 2010-2012,voleva, affidando il club a dirigenti capaci, ricollocando quelli rimasti dalla vecchia gestione, e decidendo di scommettere su uomini veri: è sua la scelta di Vincenzo Montella, su segnalazione del d.s. Prade', come suo è l'avvallo all'acquisto di Giuseppe Rossi, convinto sempre dall'uomo mercato viola che ha attualmente il contratto in scadenza nel giugno 2014. Chissa' se nella sua cameretta (parafrasando il tifoso viola Mario Ciuffi, scomparso lo scorso fine 2012, e a cui va dedicata la vittoria di ieri, così come a Stefano Borgonovo, che troppo presto ci ha lasciato) il presidente onorario si aspettava che avrebbe assistito al film andato in scena contro quella Juve che tanti sgarbi gli aveva fatto: dall'umiliazione dello 0 a 5 gestione Delio Rossi (giorno precedente al licenziamento dell'uomo di Vernole), all'ostruzione nell'acquisto di Berbatov, passando per le tante frecciatine di Andrea Agnelli, fra cui quella provocatoria camminata a bordocampo, al 'Franchi', un anno fa.

Andrea Della Valle ha fatto della Fiorentina una famiglia, dove è l'amore che vince su tutto. La gente, che aspettava solo un segnale, ha capito che era tornato l'amore già nel ritiro di Moena un anno fa, e si è schierata al fianco dei proprietari del club gigliato, finalmente tornati presenti, organizzati e passionali. Ma l'avete viste le esultanze del patron ieri ad ogni gol ed il delirio che lo ha accolto all'uscita dallo stadio? E vogliamo parlare di come oggi la società viola sia vista in campo continentale? Gesti come quelli della partnership con 'Save the children', o  con l'associazione nazionale tumori, senza dimenticare il sostegno alla famiglia Borgonovo, sono segnali che questa Fiorentina ha sentimenti forti. E poi ci sono i giocatori: Giuseppe Rossi che ieri aveva il suo 'amore' in tribuna, la fidanzata Jenna, ha segnato una tripletta, Borja Valero ha la moglie Rocio che è diventata di fatto quasi un'ultras, e non si può non menzionare Mario Gomez che in tribuna per il match con la Juve, era seduto in tribuna d'onore, in mezzo a spettatori normali e perchè ha capito che a Firenze può essere scaldato da quel calore che in altri posti, dove forse si vincono piu'trofei, non si può trovare.
Una Fiorentina da amare quella dei venti minuti finali con la Juve, che però deve ripartire subito e non adagiarsi sugli allori, fin dalla sfida contro il Pandurii. Quest'anno l'obiettivo è vincere qualcosa di concreto e solo con l'amore, senza umiltà e lavoro duro, la vittoria comunque bellissima ottenuta ieri si rivelerebbe beffardamente effimera.