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Non sarà protagonista del derby contro l'Inter a causa dell'espulsione subita nel finale della partita contro la Roma, ma Hakan Calhanoglu rimane uno dei giocatori accompagnati da più aspettative, non soddisfatte del tutto in questo avvio di stagione. "Il mio modello è Kakà. Come me gli piaceva andare in profondità, dirigere il gioco. Mi piace prendermi delle responsabilità in campo e dare ritmo al gioco della mia squadra. Ho visto tanti suoi video su Youtube", ha dichiarato il nazionale turco alla Bild. Sulla responsabilità di indossare la maglia numero 10 rossonera: "Non è facile arrivare al Milan ed indossare subito la maglia numero 10. Tante persone si aspettano qualcosa, sento addosso questa responsabilità. So che tutti gli occhi sono su di me".

L'arrivo a Milano: "E' stato un periodo difficile per me. Andare la mattina fuori per allenarmi e poi non poter scendere in campo, mi sentivo inutile. Ho avuto tanti problemi a dormire in quei periodi, la squalifica non mi ha fatto bene dal punto di vista mentale. Già ritrovare lo stato di forma dopo la lunga squalifica non era semplice. Per di più per me qui è tutto nuovo. Non ho un interprete a disposizione, fatico anche a capire le indicazioni che vengono date”.

Mi hanno rubato tutto: “Appena arrivato a Milano mi hanno rubato gli scatoloni del trasloco che avevo lasciato in macchina – racconta –. Non un momento facile, ma le cose facili le sanno affrontare tutti”. È la grinta che gli serve, anche in campo