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​"​Se Chiesa resterà? Speriamo di sì! Io l’ho trattenuto l’anno scorso, adesso spero che resti ma se vorrà andare via lo potrà fare, portando introiti per il suo valore. Gli ho dato via libera, basta che arrivino i soldi giusti. Vorrei che rimanesse, se poi vuole andarsene devono portarci quanto crediamo che valga". Con queste parole il presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, ha commentato qualche giorno fa gli scenari sul possibile futuro di colui che, ad oggi, rappresenta l'elemento di maggior valore della rosa viola, ma che, allo stesso tempo, è anche l'uomo mercato più ambito. Si ma a quali cifre?

CIFRA FOLLE - Il problema a oggi è proprio rappresentato dalla richiesta, o meglio la valutazione che ne fa il presidente della Fiorentina che valuta Chiesa come un top player assoluto e non vuole accettare una valutazione inferiore ai 70 milioni di euro. Una cifra altissima, probabilmente trattabile con l'inserimento di qualche contropartita tecnica per abbassare l'esborso cash, ma che non potrà avere una valutazione complessiva inferiore a quella cifra.

NON CONVIENE A NESSUNO - Una cifra che ha già spaventato l'Inter, che si è tirata indietro e ha virato su Hakimi, che sta frenando l'interesse di Pioli per il Milan e che ha al momento allontanato anche i club esteri interessati. Sebbene Chiesa sia un profilo altamente futuribile e di grande prospettiva, infatti, a 70 milioni di euro non rappresenta un investimento sicuro per nessuno, nemmeno per la Juventus, ad oggi l'unica pista percorribile, che non vorrebbe andare oltre i 40 di valutazione e con l'inserimento di almeno una contropartita. Cifre più alla portata, ma che ad oggi non accontentano Commisso. La domanda quindi cambia, Chiesa è davvero libero di andarsene? E se si impunterà come reagirà il presidente viola?