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Martedì si giocava Milan-Malaga, partita decisiva per la Champions League, al punto che persino Berlusconi si è degnato di rimettere piede a San Siro.

Eppure, per tutto il giorno e anche in quello successivo, l'attenzione della società Milan è sembrata essere più puntata a smentire un incontro diretto fra Gallaini e Pere Guardiola, fratello di Pep ed Estiarte, braccio destro-confidente-consigliere di Pep. La Gazzetta, cui deve essere ascritto il merito di avere dato la notizia per prima, conferma tutto e, conoscendo la serietà e la professionalità dei colleghi di via Solferino, non c'è ragione di dubitarne. 

D'altronde, è evidente che, se sui 366 giorni dell'anno bisesto, il clan del grande catalano fa tappa a Milano proprio adesso che Allegri viene tenuto sulla graticola, è evidente lo faccia per discutere delle previsioni meteo sulla metropoli lombarda. O  no?

Facendo finta di nulla, intanto, lo stoico Allegri pareggia con gli spagnoli e torna in corsa per la qualificazione agli ottavi, grazie anche alla vittoria dell'Anderlecht sullo Zenit. Un altro passo avanti dopo i 7 mossi nelle ultime 3 gare di campionato. Può bastare per garantire all'allenatore qualche giorno di serenità? No, che non può bastare.

Arriva la serata degli sponsor e Galliani si lancia in un elogio di Montella: "E' un allenatore che fa giocare bene le sue squadre; che poi è sempre stato il pensiero di Silvio Berlusconi. Quando prese il Milan, il suo obiettivo era portarlo sul tetto del mondo con il bel gioco".

Dite voi se Allegri possa gradire queste esternazioni, per quanto abituato da tre mesi a svegliarsi ogni mattina con un nuovo aspirante successore sull'uscio di Milanello.

Dite voi se l'allenatore non abbia il diritto di lavorare in pace, considerato che in estate gli hano demolito l'organico grazie al quale aveva vinto lo scudetto, la Supercoppa di Lega e aveva totalizzato 162 punti in due stagioni.

E lo stesso diritto di lavorare in pace l'hanno Montella e la società viola. E domenica si gioca Milan-Fiorentina. Il meglio deve ancora venire.

 

Xavier Jacobelli

Direttore Editoriale www.calciomercato.com