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Veloce come un giaguaro, resistente come una gazzella. Se in natura è praticamente impossibile trovare animali con caratteristiche simili, sui campi di calcio queste qualità antitetiche trovano il loro punto di unione in Davide Zappacosta.

Archiviate le difficili stagioni vissute tra Chelsea e Roma e pesantemente condizionate dagli infortuni, l'esterno laziale è tornato grazie al Genoa ad essere quel pendolino a tutto fascia ammirato ed apprezzato ai tempi dell'Atalanta e del Torino. Dopo un inizio di campionato difficile, trascorso a combattere prima il Covid e poi un fastidioso infortunio muscolare, dal 20 dicembre in poi Zappacosta è diventato uno degli insostituibili di Davide Ballardini, tanto da saltare solo due delle ultime venti partite, quelle contro Inter e Milan. 

Con il passare dei mesi le sue prestazioni sono state un crescendo rossiniano, facendone una delle armi più importanti a disposizione del Grifone nella sua corsa alla salvezza. Una corsa favorita anche dalle sue sgroppate sulla fascia. Anzi, sulle fasce, dal momento che il 28enne di Sora dimostra di essere perfettamente a suo agio sia sulla corsia di destra che su quella mancina. Un moto perpetuo ambivalente, capace di difendere ma anche di far girare la testa ai rivali di giornata e di catapultare palloni a getto continuo nelle aree avversarie.
Ma alla costanza del fondista Zappacosta è in grado di abbinare anche scatti da centometrista. Nel corso dell'ultimo turno, quello disputato in casa della Lazio, il numero 77 rossoblù è risultato il giocatore più veloce di tutta la Serie A, arrivando a toccare i 34,78 chilometri orari. 
Numeri straordinari che tuttavia non gli saranno sufficienti per riconquistare quella maglia azzurra perduta ormai da due anni e mezzo. Nel listone dei pre-convocati del CT Roberto Mancini per Euro 2020 del nome di Zappacosta infatti non vi è traccia. Segno evidente di come l'ex numero 10 blucerchiato preferisca puntare su altri profili per le proprie fasce laterali.

Un'esclusione legittima ma forse un po' affrettata visto che pochi giocatori sembrano in grado di abbinare duttilità, qualità e quantità come l'esterno frusinate. Uno capace di andare addirittura oltre i limiti imposti da Madre Natura.