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Entrato nella ripresa nell'amichevole di ieri vinta 4-0 dall'Inter contro il Salisburgo, Kristjan Asllani osserva e impara. Guarda i giocatori più esperti di lui, ruba i segreti con gli occhi aspettando il suo momento: "Finora ho giocato poco perché devo crescere e migliorare; ma non c'è niente di strano, sono in un centrocampo di campioni - ha detto il centrocampista dell'Inter a La Gazzetta dello Sport - Sapevo che non avrei giocato moltissimo, ma ora è il momento di imparare da maestri come Brozovic e Calhanoglu".

CESSIONE - "Non ho mai chiesto di andare via, sono contento qui e voglio rimanere".

VICE BROZOVIC - "Lavoro per prendermi spazio ed essere ricordato col mio nome. Sono Asllani, con le mie caratteristiche e i miei difetti; tra questi c'è la fase difensiva, perché mi piace molto tenere il pallone".

RUOLO - "Ho giocato anche sulla trequrti, ma mi considero un mediano davanti alla difesa. Andreazzoli è stato fondamentale nel cambiarmi più posizioni, Inzaghi gli assomiglia nel modo di far sentire i giovani parte di tutto".

INTER - "Pensavo di avere difficoltà in uno spogliatoio così importante, invece non è stato così. D'Ambrosio è il giocatore che trasmette la mentalità Inter ai nuovi, mi ripete sempre che lo stemma che ho davanti è più importante del nome dietro; un giorno mi piacerebbe essere da esempio come lui per i ragazzi".

LUKAKU - "Non so cosa può aver detto a Zhang, ma quel video in cui i due parlavano di me è diventato virale e mi arrivava sempre sul cellulare. Sono stato contento, perché fino a quel giorno Romelu lo vedevo solo in tv".
CARATTERISTICHE RUBATE - "A Brozovic prenderei la tranquillità di giocare col pallone tra i piedi, a Barella la grinta in ogni allenamento, a Calhanoglu e Mkhitaryan la tecnica e a Gagliardini l'inserimento e la forza fisica".

GOL SBAGLIATO AL CAMP NOU - "Se non ci penso io mi ci fanno pensare gli altri quando sono per strada. Un po' alla lunga stufa, ma confesso di essere rimasto quattro giorni senza dormire; l'azione ce l'ho stampata nella testa, me la riguardavo tutte le notti. Volevo dare il pallone di prima a Mkhitaryan, poi ho preferito stoppare e passargliela, ma il controllo è stato lungo e a quel punto non c'era spazio. Pensavo di segnare, è andata male".

TIFOSO DELL'INTER - "Ho le foto che da bambino ero nerazzurro, nonostante mio padre milanista. A 5 anni mi portò a vedere la mia unica partita a San Siro. Era il derby del dicembre 2007: punizione di Pirlo e gol di Cruz e Cambiasso. Ero innamorato di Zanetti e la stagione del Triplete la conosco a memoria, ma non solo l'unico".

ALBANESE-ITALIANO - "Sono nato in Albania, ma a due anni mi sono trasferito in provincia di Pisa e in Italia ho costruito la mia vita.Si sente anche il mio accento toscano. La nazionale? Mi sembrava giusto giocare con quella albanese per rispettare le mie origini, senza nulla togliere all'Italia di cui mi sento parte".

MONDIALE - "Mi piacerebbe che lo vincesse un giocatore dell'Inter. La prossima edizione vorrei giocarla anch'io con l'Albania, i tifosi se lo meritano. E spero ci sarà anche l'Italia, com'è normale che sia".