398
Intervenuto ai microfoni della Rai, il tecnico dell'Inter, Antonio Conte, ha parlato dell'eliminazione in Coppa Italia, esprimendo comunque soddisfazione per le prestazioni fornite all'andata e al ritorno. 

Cosa è mancato?
“Avremmo dovuto concretizzare delle situazioni che abbiamo creato ed è un peccato non averlo fatto. Nei 180’ si sono viste due squadre che hanno combattuto fino alla fine, abbiamo pagato dazio per alcuni regali concessi all’andata”.

Avete profuso il massimo impegno?
“Sapevamo che con un gol sarebbero andati ancora più in difficoltà, dispiace. Abbiamo cercato in tutti i modi di ribaltare il risultato ma alla fine non ci siamo riusciti. Dobbiamo imparare dagli errori, ripartire e poi riprovare”.

Cosa è successo con Agnelli?
“Quelli della Juventus dovrebbero dire la verità e penso anche che il quarto uomo abbia visto cosa è accaduto per tutta la partita. Bisognerebbe essere più educati. Non c’è niente da dire, aggiungo solo che serve più rispetto per chi lavora”.

Lukaku è stanco?
“Era una partita difficile, giocavamo contro la Juventus e contro ottimi giocatori. Romelu nelle ultime partite non è sembrato al 100% ma anche oggi ha dato il massimo e poi ci sono momenti in cui si è più brillanti e altri in cui si è più opachi, ma è per noi un calciatore importante”.
Si aspettava qualcosa di più da Eriksen?
“Ha fatto la sua parte. Volevamo avere due play con lui e Brozovic e da questo punto di vista abbiamo messo in difficoltà la Juventus perché abbiamo svolto noi la partita. Sono contento di quello che ha dato”.

Adesso dovete concentrarvi sul campionato, lo scudetto è il vero obiettivo?
“Noi cerchiamo di lavorare e guardare in alto. Anche in Champions siamo partiti per essere protagonisti, a volte ci riesci a volte no. Il Coppa Italia siamo usciti in semifinale come l’anno scorso. Dobbiamo lavorare per cercare dove vorremmo esserci e dove ancora non siamo. Si sbaglia e si impara, l’importante è che l’Inter abbia riacquistato credibilità. Adesso facciamo paura alle altre Square”.

Dov’è Sensi nelle sue gerarchie?
“Stefano deve tornare a dare il 100%. Ha vissuto un anno in cui è stato bersagliato da infortuni e quando accade questo perdi fiducia in te stesso. Sto cercando con pazienza di farlo reagire anche dal punto psicologico, noi allenatori abbiamo anche questi problemi”.

Stasera è mancato molto Lautaro, come mai?
“Non dimentichiamo che giocavamo contro una signora squadra. Venire qui a fare la partita, con questa personalità, non è da tutti. L’eliminazione brucia, ma alla prestazione c’è poco da rimproverare. Poi gli attaccanti devono segnare, hanno avuto le palle per fare gol e dovevano fare meglio. Quando parlo di percorso e step di crescita, mi riferisco un po’ a tutto. Lautaro è un ragazzo di 22 anni, con margini di miglioramenti e un futuro importante, ma è all’inizio e non possiamo pensare che sia lui a risolverci la situazione. O vinciamo da squadra o non vinciamo, non abbiamo grandi colpi”.