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La Gazzetta dello Sport parla della sfida di Europa League tra Inter e Rapid Vienna, spiegando come nonostante il netto divario tecnico, i nerazzurri non siano stati in grado di chiudere il discorso qualificazione già all'andata. 

“Perché il Rapid è davvero la piccola squadra che l’ex Prohaska aveva descritto con spietata onestà alla vigilia. Modesta cifra tecnica, difficoltà estrema ad andare al tiro, depressione da bassa classifica nel campionato austriaco fermo da due mesi. In più, il timore reverenziale nei confronti dell’Inter spinge il tecnico Kühbauer a proteggersi oltre il necessario, lasciando per un tempo in panchina i due (Schobesberger e Knasmüllner) che daranno la scossa nella ripresa. Doveva quindi essere l’Inter a imporsi da Inter, a chiudere il discorso già qui a Vienna, a non farsi mettere un po’ sotto nella ripresa. Troppo netto il gap tecnico. Ma probabilmente, con tutto quel che è successo, non si poteva pretendere la luna. Da domani però sì: il Rapid potrebbe essere una squadra di bassa Serie A, forse anche meno, ma sulla strada dei nerazzurri non ce ne saranno tante altre del genere”.